Gli sforzi di Bergoglio per combattere “la mala educación” – Quando Pedro Almodovar, nel 2004, aveva presentato fuori concorso “La mala educación” alla cinquantasettesima edizione del Festival di Cannes, si immaginava che la sua pellicola sarebbe stata un’occasione di riflessione per molte persone che hanno sofferto a causa degli abusi perpetrati da membri del clero cattolico. Negli ultimi mesi è stato Papa Bergoglio a denunciare questa involuzione di una parte della chiesa e ha voluto incontrare e chiedere scusa a una parte delle vittime. Un momento doloroso per il Santo padre, il quale sa bene di non aver risolto il problema alla radice. Difficile riuscirci da un giorno all’altro. Però il pontefice sudamericano è convinto di aver intrapreso un percorso diverso rispetto agli ultimi decenni. Senza ombra di dubbio qualcosa sta cambiando. Le prese di posizione del Papa sono evidenti, come del resto lo sono anche i gesti e le azioni. C’è voglia di cambiamento tra le mura del Vaticano e anche il Sinodo, seppur in forma molto più contenuta di quanto ci si potesse aspettare, ha mostrato segni di svolta al suo interno.

Nuove coordinate in un’epoca di mezzo – Siamo in un’epoca di mezzo, di passaggio. I primi anni di questo secolo sono quelli in cui da una parte si vive nel ricordo del Novecento e dall’altro si prova a guardare senza timore verso il futuro. Bergoglio può essere inserito nel secondo insieme. Il pontefice non ha paura di guardare al di là della linea e con semplicità e convinzione sta tracciando le coordinate del cristianesimo. Lo sta facendo attaccando con fermezza tutti gli abusi sessuali e morali del clero. Atteggiamenti che non possono più essere tollerati in un autentico rinnovamento della chiesa. Sarebbe un controsenso. In più è necessario instaurare un rapporto di fiducia con tutti quei credenti che, per una serie di motivi, si sono allontanati dalla loro fede. Serve una deviazione, altrimenti il cattolicesimo perderà altri fedeli. Bergoglio lo sa bene ed è per questo motivo che ha promosso, senza troppi giri di parole, un cambio di marcia in Vaticano e non solo. Il volto della chiesa del nuovo millennio somiglia a quello del Papa argentino.

Rinviato a giudizio don Facchini – Però, per alcune persone, ha ancora il volto di personaggi ambigui. È il caso di quei credenti che sono stati vittime di don Andrè Facchini, ex parroco della chiesa di Sant’Agostino di Lanciano. Il 39enne sacerdote brasiliano è stato rinviato a giudizio per rispondere delle accuse di violenza privata aggravata, lesioni, molestie, ingiurie e minacce ai danni di un gruppo di giovani e di una famiglia di un ragazzo “attenzionato” dall’ex parroco fondatore della Legio Sacrorum Cordium. I racconti delle persone che hanno denunciato il parroco fanno venire in mente la volgarità e la prepotenza di quel parroco della pellicola di Almodovar, padre Manolo, che per abusare del piccolo Ignacio era disposto a fare tutto. Qualsiasi cosa pur di soddisfare i propri desideri. Un senso di onnipotenza manifestato anche da don Facchini, che imponeva delle penitenze inconcepibili ai suoi fedeli: castighi inflitti con i rosari, costringeva a leccare i pavimenti della chiesa con la lingua e realizzava altre pressioni psicologiche. Al momento il prelato è fuggito in Brasile e ha fatto perdere le proprie tracce. Vorrebbe evitare di essere svergognato come capitò a padre Manolo nel film “La mala educación”, ma dopo l’inchiesta e le denunce è troppo tardi per nascondersi e provare a scappare dalle proprie colpe.

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