La Mogherini si congeda dalla Farnesina – L’ultimo discorso come ministro degli Esteri Federica Mogherini l’ha fatto alla Leopolda, parlando della sua esperienza in questi mesi e di quello che l’attenderà a Bruxelles come Alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea. Un compito non facile per il contesto internazionale caratterizzato dall’Is, dalle tensioni tra Russia e Ucraina e dalle continue migrazioni verso il vecchio continente. Inoltre la Mogherini dovrà essere in grado di avere un peso decisionale maggiore di chi l’ha preceduta, Catherine Ashton, e provare a sintetizzare il pensiero dei 28 paesi membri. Meno complicato, invece, sarà il lavoro che dovrà svolgere il nuovo ministro degli Esteri italiano. In primis servirà accelerare e sbloccare la vicenda dei marò in India e in seguito si dovrà proseguire sulla strada della credibilità che l’Italia ha intrapreso da un po’ di tempo. Per raggiungere questi obiettivi, molto probabilmente, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha deciso di affidarsi ancora una volta a una donna.

Marina Sereni, fulminata sulla via della Leopolda – Si tratterà di un esponente del Partito Democratico e dovrebbe essere Marina Sereni, l’attuale vicepresidente della Camera dei deputati. Anche lei fulminata sulla via della Leopolda. Non una renziana della prima ora, ma una democratica convinta. La Sereni, con il trascorrere dei mesi, si è avvicinata al pensiero del premier sostenendolo alle ultime primarie e a conclusione della kermesse nella storica stazione fiorentina ha detto: «Non si capisce come oggi qualcuno possa  contestare a Renzi il diritto-dovere di difendere il programma e le priorità del Governo e di spiegare le ragioni per le quali la sinistra non può rinunciare alla responsabilità di cambiare questo Paese in ogni settore economico, sociale, istituzionale. Le trasformazioni sconvolgenti che hanno segnato gli ultimi decenni nel mondo hanno prodotto incertezze e ingiustizie nuove ma anche straordinarie opportunità. Come può sopravvivere una sinistra che invece di fare i conti con queste impressionanti novità si chiude in difesa di un assetto che in ogni caso non regge più?».

Poche alternative, la Sereni verso l’incarico – Dichiarazioni che testimoniano un’inversione di marcia in vista di un prestigioso incarico governativo. L’attuale vicesegretario del Pd ed ex membro dei Democratici di Sinistra è la favorita per sostituire Federica Mogherini, anche se c’è da tenere in considerazione il nome della renziana Simona Bonafè, che alle ultime elezioni europee aveva ottenuto una valanga di preferenze nella circoscrizione dell’Italia centrale. Matteo Renzi in virtù del suo discorso conclusivo alla Leopolda in cui ha riconosciuto la centralità della politica estera, sostenendo che «la politica estera è una cosa seria», in queste ore starebbe pensando a delle alternative, ma i nomi sul tavolo non sono molti. Difficile Lapo Pistelli, perché il premier vuole mantenere la parità di genere all’interno dell’esecutivo ed improbabile quella dell’ambasciatrice Elisabetta Belloni, direttore del personale della Farnesina. I tecnici non sono ben visti dal premier. Allora la Sereni dovrebbe essere il nome giusto. Personalità vicina a Piero Fassino e Dario Franceschini, che ha sostenuto Renzi alle ultime primarie del 2013 contro Gianni Cuperlo. Al di là di questi posizionamenti politici, servirà avere polso fermo e una certa personalità per affrontare una situazione globale delicata.

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