Una partita a scacchi in un contesto difficile – Dopo l’incontro saltato tra i partiti della maggioranza e il presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta, la politica dell’isola si trova ufficialmente in una fase di stallo. Niente si muove, è tutto bloccato e si aspetta la mossa dell’avversario di turno per fare un piccolo passo. In questa partita a scacchi, però, il rischio è far sprofondare il contesto caratterizzato da disoccupazione e degrado. Una situazione che sembrava dovesse sbloccarsi di qui a breve, sta incontrando dei problemi. È come se Crocetta e gli alleati si fossero impantanati in una palude. Secondo Fausto Raciti, il governatore avrebbe fatto «marcia indietro» e non sarebbe disposto ad azzerare tutta la giunta. In effetti, dalla Leopolda, l’ex sindaco di Gela aveva detto che un azzeramento sconfesserebbe l’azione governativa in toto. Qualcosa che Crocetta non può accettare e così riconfermare Lucia Borsellino, Linda Vancheri e Nelli Scilabra vorrebbe dire portare avanti quello che c’era di buono, secondo il governatore, nel precedente esecutivo.

Ognuno vuole il proprio assessore – È proprio una palude, un qualcosa che non è contemplato nella geografia della Sicilia. Eppure è la realtà e se il presidente Crocetta non dovesse fare un passo indietro sui tre nomi da riconfermare, anche gli alleati di governo potrebbero avanzare richieste. In prima fila c’è l’Udc che potrebbe intestardirsi sulle nomine di Torrisi e Valenti, Articolo 4, oltre alla conferma di Ezechia Reale, chiede un secondo assessore, il Megafono spera di non rimanere a bocca asciutta e il Pdr di Totò Cardinale punta sull’ex magistrato ed ex commissario del comune di Messina, Luigi Croce. Con pretese del genere l’azzeramento chiesto dal Partito Democratico regionale sembra un’utopia. Il tempo scorre e dalla palude si potrebbe passare alle sabbie mobili. Anche questo un panorama lontano dalla Sicilia che non siamo abituati a conoscere e proprio per un simile motivo è ancora più pericoloso. A breve riprenderanno i lavori all’Ars e l’obiettivo di Crocetta è uscire dalla situazione di stallo.

In attesa di risposte – Un imperativo categorico, altrimenti rischierà di essere travolto dalla palude che lui stesso ha contribuito a creare. Nell’attesa di una svolta, la Sicilia aspetta riforme e decisioni vitali per l’immediato futuro. La questione formazione, quella dei forestali, il rilancio del turismo e del settore occupazionale ad esso collegato, il tema dei trasporti che soprattutto nel messinese ha raggiunto un punto insostenibile, considerando che da gennaio anche gli ex mezzi veloci della metromare, fino ad oggi finanziati dallo Stato, saranno costretti a fermarsi. Dopo la brusca riduzione delle navi che attraversano lo Stretto, sarebbe un altro problema in più per i pendolari tra Messina e Reggio Calabria. A tutto ciò va ad aggiungersi il trasporto ferroviario, che deve fare affidamento a linee vecchie e nella maggior parte dei punti dotate di un solo binario e poi le autostrade con lavori in corso infiniti che mettono a rischio l’incolumità dei cittadini. Per non parlare della solita difficoltà nel raggiungere l’aeroporto dello Stretto. La Sicilia rischia di rimanere isolata e mai termine è stato più calzante. Intanto i siciliani aspettano, ma non si sa ancora per quanto tempo saranno capaci di attendere la lentezza dei loro politici.

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