Un altro Falcomatà sindaco di Reggio Calabria – I dati ufficiali giungono in comune a rilento, ma la vittoria del Partito Democratico e di altre liste del centrosinistra sembra ormai certa. Il nuovo sindaco sarà Giuseppe Falcomatà. Figlio d’arte di Italo Falcomatà, che dal 1993 al 2001 occupò la carica di primo cittadino e fu molto amato dai cittadini di Reggio Calabria. Celebri le sue battaglie contro le cosche malavitose locali e la lotta contro l’abuso edilizio che umiliava la città calabrese dalla fine della seconda guerra mondiale. Oggi la popolazione reggina si affida a un’altra generazione di Falcomatà, con la speranza di poter fare uscire dalla palude un luogo che negli ultimi anni è stato umiliato da gestioni approssimative. Le sezioni scrutinate sono più della metà e il vantaggio dell’esponente locale del Partito Democratico è troppo ampio. Si prospetta un ottimo risultato anche per il Pd, che dovrebbe essere il primo partito di Reggio Calabria. Il vero motore che ha condotto Falcomatà al successo, mentre tra gli alleati spicca il 7,45 per cento di voti del Centro Democratico.

Il M5s raccoglie poco più del 2 per cento – A proposito di percentuali, si deve citare il Movimento Cinque Stelle. Nella giornata di ieri Beppe Grillo è stato a Palermo e ha attaccato il governatore Rosario Crocetta, ma nello stesso tempo ha criticato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e si è reso protagonista di frasi provocatorie sulla mafia: «La mafia aveva una sua morale, non c’è più niente adesso. Oggi da chi è formata l’associazione a delinquere? Ve lo dico io: da affaristi. Nelle associazioni a delinquere non ci sono ormai più delinquenti, ma imprenditori, affaristi e magistrati». Il guru stellato ha voluto sottolineare come dalla Sicilia sono andati via anche i mafiosi, perché non ci sono più soldi. Sulla povertà dell’isola del Mediterraneo c’è poco da replicare. L’ex comico genovese non ha fatto altro che raccontare la realtà dei fatti, ma questo non è bastato. Le frasi ad effetto che fino a qualche mese fa riempivano piazze e urne, sembrano non avere più alcun riscontro sulla popolazione. Una dimostrazione sono le elezioni comunali di Reggio Calabria, dove il Movimento Cinque Stelle, a fatica, sta sopra il 2 per cento. Una debacle difficile da digerire, che aprirà nuove polemiche (e forse altre epurazioni) nel movimento di Grillo e Casaleggio.

Brusca flessione della destra, non pervenuta l’estrema sinistra – Altra sorpresa di questa tornata amministrativa è l’arretramento dei conservatori, in una città che dal punto di vista culturale può definirsi di destra. Forza Italia, che nel 2011 si chiamava Pdl, aveva il 20,13 per cento delle preferenze ed era il primo partito in città, mentre oggi si ridimensiona all’8,1 per cento. È vero che i forzisti non possono contare sui voti del Nuovo Centro Destra, ma sommando le preferenze ottenute quel 20 per cento rimane una chimera. Operazione inversa per il Partito Democratico, che passa dal 9,12 per cento al 16,93 per cento. I dati non sono ancora definitivi, ma non dovrebbero cambiare più di tanto. A Reggio Calabria c’è da segnalare anche la scomparsa dell’estrema sinistra. Se nel 2011 Rifondazione Comunista aveva il 4,51 per cento, i Comunisti Italiani l’1,29 per cento, Sinistra Ecologia e Libertà lo 0,8 per cento e il Partito Comunista dei Lavoratori lo 0,13 per cento, la storia cambia nel 2014. La sinistra radicale raccoglie poco: Sel si ferma all’1,61 per cento, Sinistra per Reggio l’1,60 per cento e il Partito Comunista dei Lavoratori lo 0,21 per cento.

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[Giuseppe Falcomatà al seggio, Foto ANSA]

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