Finalmente tre punti! – La squadra di calcio del Catania è tornata alla vittoria. Dopo tre sconfitte di fila, i ragazzi di Sannino hanno rifilato un 3-1 al Vicenza e salgono al terzultimo posto. Si tratta di vero e proprio ossigeno. Tre punti che permettono agli etnei di muoversi nella palude della bassa classifica del campionato cadetto. Dopo la retrocessione dalla serie A, il Catania non era stato in grado di riprendersi nonostante una rosa, almeno sulla carta, tra le più competitive del torneo. La serie B, però, è un campionato a parte. È molto lungo e di solito chi parte con il freno a mano tirato, in seguito da il meglio di se e prova a giocarsi la promozione. È quello che si augurano i tifosi catanesi, i quali per troppo domeniche hanno assistito a figuracce dei loro beniamini. Con il Vicenza la storia è cambiata, anche se i veneti sono stati sfortunati. La vittoria del Catania è stata firmata da Çani, Calaiò e Martinho, mentre Rosina ha fallito il secondo rigore consecutivo. Non si tratta di una vera e propria deviazione per la formazione siciliana, ma almeno cresce la speranza in vista delle sfide future.

Il ritorno in panchina di Pulvirenti – Il Catania contro il Vicenza, nonostante la vittoria, è stata una squadra a due velocità. Lenta nella prima frazione di gara, dove è stata sommersa dai fischi e frizzante negli ultimi 45 minuti con un gioco fluido e diverse occasioni da gol. È da qui che si deve ripartire, per provare a rialzare la testa. A proposito di ri-partenze, come non citare il presidente Antonino Pulvirenti. Nell’ultimo periodo si era ripromesso di non vedere più le partite da bordo campo, invece contro il Vicenza non ha resistito e ha deciso di guardare i suoi uomini da vicino. Una decisione che ha portato bene al Catania e forse lo scaramantico Pulvirenti si è convinto nel tornare a lottare e tifare in prima fila per la sua squadra. I tifosi etnei hanno ben accolto il ritorno di Pulvirenti in panchina, che da alcuni blog di irriducibili è considerato una sorta di “amuleto” e si pensa che la sua presenza sia riuscita a “responsabilizzare i calciatori”. Chissà se Pulvirenti riuscirà, di nuovo, ad avere un ascendente del genere sui suoi giocatori.

Un vulcano spento – Sarebbe una storia amarcord, un qualcosa da vecchia storia del calcio. Forse un giorno si parlerà del vulcanico presidente del Catania e del suo modo di vivere le partite. Probabilmente non trascorrerà ancora molto tempo, considerando che quell’enfasi è svanita almeno dalla scorsa stagione calcistica. Sembrano trascorsi anni dalle esternazioni di Pulvirenti contro gli avversari in campionato. Contro la Juventus si erano verificati gli scontri epici: «Il nostro gol, regolare, è stato annullato dalla panchina della Juventus… Oggi abbiamo assistito alla morte del calcio», aveva tuonato il presidentissimo dopo la sconfitta del Catania contro i bianconeri. Non contento aveva aggiunto: «E’ il terzo episodio che ci capita dopo Parma e dopo l’Inter, avete visto cosa è successo. E poi sette ammoniti, quindi l’espulso era nell’aria. Cosa dovremmo fare? Continuare a partecipare o dobbiamo assistere passivamente a queste cose? Ci sono sette arbitri». Al di là delle prese di posizione di Pulvirenti contro la Juventus, la domanda è: che fine ha fatto il combattivo presidente del Catania? Contro il Vicenza è tornato in panchina, ma per tornare a essere quello di un tempo servirà fare qualcosa in più. Balletti, insulti all’arbitro e alle squadre avversarie mancano al circo del calcio italiano. Perché dobbiamo privarci anche di un simile divertimento? Al momento più che il vivace monte Etna sembra il dormiente Vesuvio.

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