L’unico gesto di Marino è simbolico – Nei giorni passati il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha trascritto sedici matrimoni omosessuali celebrati all’estero. Un gesto simbolico in cui si è voluto festeggiare l’amore in quanto tale. Un’iniziativa che ha provocato un certo malumore, soprattutto a destra. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha ricordato su facebook che “la firma di Marino non può sostituire la legge. Ha fatto il proprio autografo a queste rispettabilissime coppie”. Alle parole del politico siciliano si sono aggiunte quelle del Prefetto capitolino, Giuseppe Pecoraro, il quale ha invitato il primo cittadino del Partito Democratico a cancellare le trascrizioni altrimenti ci sarà l’annullamento. Un gesto che ha incontrato anche il fastidio della Cei. Al di là di questa iniziativa, l’operato di Ignazio Marino a Roma non annovera chissà quante decisioni. Quel video di Bernardo Bertolucci che girava la città e mostrava la presenza di barriere architettoniche e il degrado in cui versano zone centrali della capitale, sono un manifesto dell’attuale operato del sindaco.

Quattro romani su cinque vorrebbero un altro sindaco – Una constatazione che è stata confermata da un’indagine Swg commissionata dal Partito Democratico di Roma. Secondo questi numeri, infatti, ad un anno e mezzo dalla trionfale vittoria contro l’ex sindaco Gianni Alemanno, il gradimento del primo cittadino Marino è sceso di ben 20 punti percentuali. Questo vuol dire che quattro romani su cinque vorrebbero un altro sindaco. I numeri sono peggiori per la giunta, che si ferma al 16 per cento di gradimento. Un crollo inaspettato per il Pd della capitale. Si sapeva che la popolarità di Ignazio Marino non fosse alle stelle, ma numeri così impietosi rischiano di far traballare l’ammnistrazione di Roma. Quella fatta dalla Swg è stata un’analisi interessante, perchè al di là dei numeri si è soffermata sugli aggettivi che i cittadini utilizzerebbero oggi per descrivere Roma. Le risposte sono emblematiche: sporca, caotica e degradata sono in cima al podio, mentre bella è un termine non rinvenuto. Un vero e proprio paradosso in una città come Roma, che dovrebbe fare della bellezza il suo marchio nel mondo.

La popolarità di Alfio Marchini – E a proposito della bellezza, come non citare uno degli sfidanti di Ignazio Marino alle ultime elezioni comunali. Si tratta di Alfio Marchini, che ottenne un discreto successo, sfiorando il 10 per cento delle preferenze, presentandosi con due liste civiche. Il politico italiano non manca, tramite la sua pagina facebook, di mostrare la capitale sotto un’altra prospettiva. L’ironia gioca un ruolo fondamentale nelle sue affermazioni che si concludono sempre con un “Roma ti amo”. Marchini non si tira indietro nel criticare Marino, definito “medico di base”, e riesce a cogliere la bellezza della sua città con frasi e foto che raccolgono centinaia di like. È diventato un simbolo e sono sempre più i romani che si sono pentiti di aver votato Ignazio Marino. Non avrebbero scelto Gianni Alemanno, ma Alfio Marchini che nella sua visione della realtà ha un’idea di Roma diversa dall’attuale sindaco, forse molto più affascinante. Chissà cosa potrebbe succedere in futuro.

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