“La Leopolda è qualcosa di concreto” – “La Leopolda la facciamo per ricordarci chi vogliamo essere, le nostre radici ed essere concreti”. Sono queste le parole di Matteo Renzi, che nel primo pomeriggio ha riaperto i lavori. L’obiettivo principale della kermesse è produrre idee concrete da lanciare nel dibattito politico nazionale e considerando l’attuale ruolo di Renzi in Italia, le proposte potrebbero essere prese in considerazione dal governo di larghe intese. Per un motivo del genere, girando tra i tavoli della Leopolda, capita di incontrare personaggi importanti del mondo della politica, della cultura e dell’economia italiana. “L’unico modo di fare un ottimo lavoro, è amare quello che fai”. È la frase che compare sui tanti video della Leopolda 2014 ed era uno dei capisaldi del pensiero di Steve Jobs. Con uno spirito del genere si cerca di lavorare tra i tavoli, dove capita di incontrare lo scrittore e il regista Fausto Brizzi tra le persone che si confrontano sulla cultura e l’economista Yoram Gutgeld seduto al tavolo dove l’argomento trattato è l’economia. Tra i tavoli si prova a produrre qualcosa, come nel Novecento si produceva nelle tante fabbriche che animavano il Paese.

“Le imprese hanno smarrito la loro essenza” – E a proposito di produzione, ecco che sul palco della Leopolda è comparso Andrea Guerra, ex amministratore delegato di Luxottica. “Il problema delle imprese italiane è aver dimenticato di saper fare le imprese. Questo ha portato a uno svilimento della cultura imprenditoriale. Negli ultimi vent’anni siamo rimasti indietro rispetto a un mondo che ha iniziato a correre. L’unica cosa che si può fare, oggi, è resettare e fare autocritica. Le piccole realtà non sono belle e da esaltare, la globalizzazione ne ha dato dimostrazione. Bisogna applicare la tecnologia. Dobbiamo tornare ad essere produttivi, riscoprendo la creatività e investire in progetti di lungo periodo. Torniamo a guardare il nostro Paese, l’essenza dell’Italia. Recuperiamo la voglia di imparare e di conoscere. Servono leadership, cuore e testa. Con una ricetta del genere si può far ripartire il Paese”. Con queste parole ha concluso iI suo intervento Andrea Guerra. Dichiarazioni apprezzate dal premier, che ha aggiunto: “Il nostro obiettivo è creare posti di lavoro in Italia e per farlo occorre sconfiggere i due nemici principali, la corruzione e l’evasione”.

“La criminalità organizzata ha distrutto la nostra competitività” – Quando Renzi inizia a parlare di legalità, sale sul palco Raffaele Cantone, il presidente nazionale Anticorruzione. Le vicende degli scandali intorno all’Expo e delle frodi sono considerati mali italiani da cui bisogna guarire per Cantone e a tal proposito il magistrato ha detto: “La criminalità organizzata ha distrutto la nostra competitività nel mondo. Molte imprese non vogliono venire in Italia per paura della corruzione. Bisogna sottolineare che la corruzione è un cancro e oggi, forse, si può fare qualcosa. Ci sto provando con i fatti, ma serve ancora una grande operazione culturale e di controllo. I corrotti e i corruttori ci stanno bruciando il futuro. Stiamo commissariando le aziende corrotte. È una goccia nell’oceano, ma è il punto da cui partire per cercare di far uscire il Paese dall’arretratezza in cui si trova”. Matteo Renzi ha invitato Andrea Guerra e Raffaele Cantone alla Leopolda per sottolineare la sua ricetta occupazionale. Prima, secondo il premier, occorre far guarire l’Italia dalle sue malattie croniche e dopo sarà possibile usufruire dei fondi necessari per creare lavoro.

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