Via Fazello rimarrà ancora chiusa fino alla settimana prenatalizia. Così riporta l’ordinanza sindacale, n. 96 del 24/10/2014, pubblicata oggi all’albo pretorio taorminese, resa necessaria per permettere il prolungarsi dei lavori di consolidamento e restauro del fabbricato di Palazzo Ciampoli. Dal primo novembre fino al 20 dicembre prossimo, salvo nuovi slittamenti di ultimazione lavori e relative ordinanze, via Fazello perdurerà al divieto di transito, tranne che ai residenti in loco, ai mezzi di Pronto Soccorso e d’emergenza.

Se da una parte i tempi per le procedure di “appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori di consolidamento e restauro” dell’ex residenza signorile della famiglia Ciampoli, furono resi celeri dalla Commissione di gara del Servizio Provinciale dell’Urega di Messina, composta come si ricordi da Giovanni Raffa, l’ing. Clemente D’Aveni e l’arch. Antonino Genovese, per l’ammontare di una spesa prevista di quasi un milione e mezzo di euro, di certo non si può dire che i tempi di espletamento dei lavori siano altrettanti celeri, considerando che l’arteria viaria è chiusa al traffico dallo scorso 2013 comportando non pochi disagi all’utenza ivi residente e alle strutture ricettive che accedono da tale via.

Palazzo Ciampoli, risalente al V sec. D.C., il suo portico, infatti, riporta uno stemma di famiglia datato 1412, divenuto negli anni proprietà della Regione Sicilia, nel 1911 con decreto ministeriale (n. 11) fu dichiarato monumento nazionale e nel 1984, con decreto assessoriale n. 3181, fu espropriato dalla Regione al fine di divenire un Museo etno-antropologico. Ma per tanti taorminesi il Palazzo Ciampoli fu apprezzato e vissuto come night prestigioso. Ancora oggi molti sono i nostalgici dell’(ex) Sesto Acuto al quale si accedeva tramite la scalinata del Corso Umberto. Il recupero della struttura era urgente, anni di disuso e di abbandono avevano reso necessario un pronto intervento e la Leader Costruzioni Srl di Paternò è la ditta che si aggiudicò i lavori di restauro e consolidamento.

L’attuale ordinanza sindacale (n. 96 del 24 ottobre 2014) “richiama integralmente le precedenti Ordinanze Sindacali n.115 del 06/11/2013, n.122 del 22/11/2013, n.138 del 31/12/2013 e n.50 del 26/06/2014” quindi ordina che “lo stesso (cfr. Francesco Sinatra, rappresentante legale della Società Ledear Costruzioni S.r.L) dovrà assicurare adeguato pre-segnalamento della chiusura al transito di via Fazzello, affinchè gli utenti della strada si avvalgano di itinerari alternativi (dalla galleria Kitson oppure via Roma), e precisamente in via San Vincenzo, incrocio galleria Kitson, e piazza S. Antonio”. Si fa “obbligo” al legale della ditta “per l’esecuzione dei lavori in questione, di stipulare apposita polizza assicurativa per la R.C., di adottare tutte le misure idonee a salvaguardia della sicurezza della circolazione stradale, previste dal vigente codice della strada, della sicurezza dei luoghi di lavoro e di quelli circostanti, previste dalle vigenti normative in materia.”

Il provvedimento sarà notificato “alla Soprintendenza per i beni culturali e Ambientali di Messina – Unità Operativa V; al Dott. Arch. Rosario Vilardo, Direttore dei Lavori; alla Direzione Sanitaria dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina; al Responsabile dell’Ufficio Ecologia ed Ambiente di questo Ente; al Presidente Confindustria Sicilia sezione Alberghi e Turismo, al Presidente dell’Associazione Imprenditori di Taormina, al Presidente dell’Associazione Albergatori ed al Presidente dell’Associazione Tassisti di Taormina.”

Intanto in città il malcontento di chi non può usufruire del passaggio di suddetta via alterna il ben contento di chi invece spera in una chiusura permanente della circolazione veicolare, anche se quasi concorde è la voce di chi vorrebbe un maggior impegno da parte della municipalità al decoro e alla pulizia della strada poiché si verificano accumuli di rifiuti a ridosso delle mura d’ingresso della via Fazello. Seppur la circolazione stradale è vietata al traffico e altresì vero che i turisti, i quali ancora scelgono la cittadina come meta di vacanza breve o media, alloggiando presumibilmente anche nelle strutture che lì son ubicate, passeggiano per tutto il borgo notando lo stato di abbandono in cui versa porzioni di paese.

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