Le critiche di Fedez a Mario – Grande serata ad X Factor in onda sui canali Sky. Una stagione iniziata nel migliore dei modi, con un notevole seguito di pubblico e un buon livello musicale. I giudici sono la ciliegina sulla torta. Mika è ormai amato dal pubblico italiano, Morgan è un punto di riferimento per gli appassionati di X Factor e Victoria Cabello sta dimostrando intelligenza e professionalità nell’essersi calata in un ruolo non suo. Poi c’è Fedez. Adorato dalle ragazzine, il rapper ha introdotto il suo pensiero nel programma musicale. A volte si scontra con i suoi colleghi e riesce anche a far agitare il mite e sorridente Mika. È successo ieri sera, quando Fedez ha ripreso Mario, concorrente dell’ottava edizione di X Factor (appartenente alla squadra degli “over” di Mika) per aver sbagliato a cantare, secondo il suo punto di vista, “E non andar più via” di Lucio Dalla, canzone secondo il rapper troppo politicizzata. «Un pezzo comunista, quindi inadatto», sono state le parole di Fedez.

Il ragionamento che dovrebbe escludere se stesso – Oltre a qualche fischio dal pubblico, le critiche sono arrivate soprattutto dagli altri giudici. Morgan ha messo in discussione il punto di vista del suo collega, mentre Mika, con un viso serio (che non siamo abituati a vedere) ha rimproverato Fedez di tirare in ballo la politica. «Se così fosse – ha aggiunto Mika – non potremmo suonare in nessun luogo Richard Wagner». La frase che ha acceso il dibattito è stata «con la forza di un pugno chiuso e di un sorriso», ma in realtà lo sfondo del pezzo del cantautore bolognese è pacifista. Questo non nasconde l’orientamento politico che ha caratterizzato Lucio Dalla in tutta la sua carriera. Già, la politica. Curioso che a polemizzare su un aspetto del genere sia stato proprio Fedez, che di recente ha scritto l’inno del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Se la canzone interpretata da Mario sul palco di X Factor era fuori luogo per il contesto, con un ragionamento del genere, si potrebbe dire che anche Fedez, paladino stellato, in un ambiente come X Factor sarebbe fuori luogo.

Per fortuna di Fedez, la musica va al di là della politica – In realtà, però, il bello della musica è abbattere qualsiasi barriera, soprattutto politica. Se la musica non ha confini è giusto che Mario possa cantare il pezzo di Lucio Dalla (neanche avesse interpretato i 99 Posse!) e Fedez continui a fare il giudice nonostante l’appoggio a un Movimento che tra le sua fila ha personaggi come il deputato Carlo Sibilia, che con un post su facebook, con riferimento all’attentato terroristico di Ottawa, in Canada, ha detto: «Eppure dov’è che hanno iniziato a sparare i politici…proprio in un paese come il Canada. Opera di un pazzo o di qualcuno che ha ritrovato la ragione? La mia solidarietà a chi ha perso la vita nell’attentato (frase inserita dal grillino in un secondo momento). A chi vanno attribuite le colpe?». Parole che si riallacciano alla visione del M5s sull’Is. Qualche mese fa era stato lo stellato Di Battista, che nel cassetto ha il sogno di diventare ministro degli Esteri, a difendere a suo modo i fondamentalisti dello Stato Islamico: «Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Il terrorismo la sola arma violenta rimasta a chi si ribella». Ecco per chi ha scritto l’inno Fedez. Se proprio si dovesse porre qualche interrogativo, la domanda sarebbe: Cosa c’entra Fedez in un programma che esprime una sfumatura della cultura occidentale? Per fortuna è soltanto X Factor e a parlare deve essere la musica, soprattutto se il compositore si chiama Lucio Dalla.

© Riproduzione Riservata

Commenti