Un nuovo genere della tragedia – Se la tragedia greca è un genere teatrale nato nell’antica Grecia e diventato importante nell’Atene del V secolo a.C., ieri sera la Juventus ha conosciuto un altro tipo di tragedia ellenica, quella calcistica. A rendergliela nota è stata una delle squadre della capitale, l’Olympiacos. I padroni di casa non hanno giocato un incontro indimenticabile, ma gli ospiti sono stati irriconoscibili. Soprattutto nel primo tempo, quando la noia, come nelle tragedie di scarso successo, fa appisolare gli spettatori. I bianconeri sono apparsi distratti, e questo è stato grave in un match così importante per la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Un errore imperdonabile, quello della distrazione, all’interno di una tragedia greca. I protagonisti juventini non sono riusciti a recitare la loro parte e in alcuni casi hanno sbagliato anche le battute. Le inesattezze più gravi sono state quelle di Andrea Pirlo, che ha sbagliato quasi tutti i passaggi e ha innescato il vantaggio dei greci ad opera della meteora del calcio italiano, l’ex palermitano Kasami.

Un blocco psicologico – Quando si assiste a una tragedia greca di dubbia fama, non si vede l’ora che arrivi l’intervallo. I giocatori della Juventus, in effetti, speravano nella pausa per riorganizzare le idee e tornare sulla scena con maggiore grinta e convinzione dei propri mezzi. Niente di tutto ciò è avvenuto. I campioni d’Italia hanno dimostrato, per l’ennesima volta, di avere una sorta di blocco psicologico nelle competizioni europee. Nel secondo tempo la Juventus ha provato a cambiare ritmo e in verità lo ha fatto soltanto negli ultimi 20 minuti. Troppo tardi, perché l’Olympiacos si è difeso con ordine ed è stato fortunato nel respingere gli attacchi bianconeri. Lo spagnolo Roberto ha negato il gol sia a Tevez che a Morata, il migliore tra gli uomini di Massimiliano Allegri. Ed è stato proprio l’ex tecnico del Milan a riconoscere i meriti della giovane punta: «Morata? Stasera ha dimostrato di avere grandi qualità, ha fatto cose importanti». Una Juventus camaleontica e non solo per la maglia blu, così distante dal classico bianconero. Arturo Vidal sembrava un calciatore qualunque e la forza fisica di Pogba è stata sovrastata, con frequenza, dagli avversari.

La sfortuna nella tragedia bianconera – Sulle fasce, invece, sia Lichtsteiner che Asamoah non sono riusciti quasi mai ad arrivare sul fondo e a rendersi pericolosi. Gravi errori li ha commessi anche l’apache, Tevez, e Marchisio, quando è entrato, non è stato in grado di incidere più di tanto. Con la Juventus prende piede una nuova particolarità nella tragedia greca. Si tratta della sfortuna. Proprio come contro l’Atletico Madrid, anche con l’Olympiacos i bianconeri hanno pagato una mancanza di buona sorte. Il fato non è dalla loro parte. I padroni di casa fanno il minimo indispensabile e vincono, proprio com’era successo alla formazione di Madrid. Serviranno sacrifici corposi alle divinità dell’Olimpo per provare a invertire una tendenza che dura da molti anni. Non sarà facile, perché dopo questa sconfitta la salita verso il monte sacro sarà ancora più ripida e complicata. Gli avversari si sono distanziati e provare a ingraziarsi gli dei della Champions sarà impresa ardua, ma non impossibile. Quindi bisogna crederci e provare a fare la Juventus anche in Europa.

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