La fiaba non perde mai il suo fascino. Perché la sua nascita è strettamente collegata a quella del mito. Queste forme di tradizione orale hanno in comune soprattutto il fatto di incarnare profondi significati di carattere antropologico, e come diceva il grande Italo Calvino tutte le favole sono lo specchio di aspetti fondamentali della società nella quale si evolvono e nel loro insieme danno una spiegazione generale della vita umana. Una delle favole presenti in quasi tutte le culture è quella di Cenerentola. È una fiaba conosciuta in tutto il mondo, anzi in ogni cultura è possibile trovarne versioni e trame leggermente diverse, ma tutte sono accomunate alla fine dal filo rosso originario che narra di una donna, spesso del più umile livello sociale, o serva o schiava, che alla fine, attraversando varie peripezie e osteggiata da alcuni soggetti del sociale diventa regina.

Sembrano molto lontani quei tempi in cui i i principi e le principesse delle varie monarchie europee sposavano solo altri nobili. Oggi pare sempre più frequente, con i dovuti accomodamenti del correre dei tempi la vicenda di una donna che, provenendo da una classe sociale diversa da quella di un nobile, riesce a colpire il suo cuore. Ne è una candida rappresentazione la vicenda della svedese Sofia Hellqvist. la ragazza, 29 anni, frequenta ormai dal 2010 il 35enne principe Carlo Filippo, figlio dei reali di Svezia, Carlo Gustavo e Silvia. Quando la relazione fu resa nota dai media, suscitò un grande scalpore, perché il passato di Sofia secondo alcuni non era degno della casata. Sofia aveva lavorato come ragazza immagine e fotomodella e aveva anche partecipato ad un reality show. Grande imbarazzo della corona svedese, però i media si sono buttati a pesce morto sulla vicenda pubblicando decine di foto della fiamma del principe Carlo Filippo, in cui lei metteva in mostra tutto il suo splendore senza veli.

Stesso copione, con le dovute differenze, per Charlene di Monaco, ex nuotatrice e fisico da sirena che ha incantato il principe di Monaco. Charlene sembra ora aver raggiunto una dimensione di pace interiore che la fa apparire radiosa e serena da quando è in attesa di due gemelli. Uno dei due piccoli avrà l’onore e l’onere di essere l’erede del principato di Monaco. Anche se il fatto che sia in attesa di due gemelli tirerà fuori le linee guida di qualche altra fiaba. Se infatti i due gemelli fossero un maschio e una femmina, non si presenterebbero problemi di nessun tipo, perché il principato sarebbe ereditato dal maschio, guarda un po’. E se fossero dello stesso sesso la cosa assumerebbe dei toni da cartone animato, perché il principe o la principessa ereditaria sarebbe il nascituro che vedrebbe per primo la luce. Se poi i bambini dovessero nascere con un parto cesareo, tutto sarebbe affidato alle mani del medico che tirando fuori il primo bambino avrebbe scelto a chi donare la corona, anche se magari il secondo dimostrasse di essere più capace.
Le cenerentole di turno diventano regine con più facilità, e i principi anche hanno imparato a non tenere in primo piano il loro “essere nobili”, ma i loro desideri e il loro piacere, spesso preferiscono alla nobiltà di natali una certa bellezza. Anche quelle che sono già principesse stanno cambiando il loro modo di fare. Tatiana di Grecia infatti dopo lunga gavetta nel mondo della moda ha lasciato prevalere il pallino per gli affari aprendo una società di import-export. Madeleine, la principessa di Svezia, ha preferito costruirsi una vita indipendente, lontano dal suo paese, e a New York ha conosciuto una cenerentola al maschile, anche se per niente poco abbiente. Christofer O’Neal, infatti è un banchiere americano, che ha rinunciato a tutti i titoli nobiliari. Anche Beatrice ed Eugenia, le principessine figlie di Andrea di York e Sara Fergusson, dovranno a loro volta darsi da fare, visto che la regina di Inghilterra ha leggermente chiuso i rubinetti, e inoltrarsi nel mondo del lavoro, anche se è presumibile che per loro sarà più facile trovare una occupazione.

La fiaba di Cenerentola è una fiaba senza fine, fatta per raccontare e accompagnare il cammino dell’uomo nel tempo. Appartiene alla categoria dei miti creati per essere contenitori di verità pure nei lunghi periodi di oscurità e di crisi, perché la semplicità e il fascino della narrazione ne assicurano la sopravvivenza. Della fiaba e della verità. L’evoluzione moderna di questa fiaba, la versione 2.0, sembra comunque consegnarci piccole verità che riflettono caratteristiche primordiali del genere umano. Le donne più che diventare principesse, anche se non disdegnano, gradiscono trovare delle spalle forti che le possano proteggere e garantire la sopravvivenza dei pargoli, e gli uomini più che titoli nobiliari e corpi diplomatici, preferiscono la compagnia di bellissimi corpi reali, nel senso di realtà non di appartenenti alla nobiltà. Se poi quel corpo talmente bello in passato ha dovuto mettersi in mostra poco importa. Anche nei periodi illuminati della ragione come nei periodi oscuri c’è una forza che pare tirare più della famosa coppia di buoi.

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