Un saccheggio inaspettato – Nel corso della storia la città di Roma è stata saccheggiata diverse volte. Forse il sacco più noto è quello ad opera dei Lanzichenecchi. Non erano altro che soldati mercenari di fanteria e nel 1527 entrarono a Roma esercitando una violenza sugli abitanti e sulle bellezze della città eterna senza precedenti. Di solito Roma è stata saccheggiata in momenti in cui non esercitava più il suo dominio sul mondo. Lo splendore e il peso politico, per un motivo o per un altro, veniva meno e così era attraversata dal nemico di turno. Questa volta, però, la storia è cambiata. La Roma nel momento di massima crescita calcistica, almeno così continua a dire il suo allenatore Garcia, è stata travolta da un’altra invasione. Qualcosa di sorprendente e doloroso, perché impensabile. Si conosceva il valore degli avversari, ma pensare di essere umiliati con un 7-1 è incredibile. Si, perché i bavaresi non sono i Lanzichenecchi che all’epoca con il loro sacco causarono danni incalcolabili al patrimonio artistico della città.

L’ottavo re di Roma è Robben – Sembrava di vivere dentro una barzelletta di Totti e invece era la realtà. Maicon è rientrato nell’incubo mondiale e Garcia, che in questi giorni era troppo concentrato a polemizzare con la Juventus e gli arbitri, forse ha perso di vista il senso della realtà. L’hanno perso un po’ tutti i suoi giocatori, che hanno continuato a ripetere come un mantra che vinceranno il campionato e sono più forti dei bianconeri. E’ possibile. In Italia sono un’ottima squadra, ma le parole del portiere De Sanctis e quelle del capitano Totti non hanno fatto altro che distrarre la squadra dalla partita più importante. Così l’ottavo re di Roma ha dovuto abdicare in favore di Arjen Robben, che ieri sera ha impressionato i presenti con la sua classe e le serpentine d’autore. La discesa a Roma di un olandese non se l’aspettavano e non immaginavano che potesse espugnare con una facilità disarmante la loro difesa. Già, il reparto arretrato dei capitolini ha fatto rimpiangere Zeman.

Le conseguenze del sacco – Alla doppietta di Robben si sono aggiunte le reti dei tedeschi Gotze e Muller, del polacco Lewandowski, del francese Ribery e dello svizzero Shaqiri. Se anche uno svizzero ha contribuito ad affondare la città santa, vuol dire che è stata una serata da incubo per la Roma. Adesso bisognerà capire se ci saranno delle conseguenze. Dopo il sacco dei Lanzichenecchi i romani vennero decimati dalla diffusione di malattie e, come detto in precedenza, la città venne danneggiata dal punto di vista architettonico e artistico. Con i dovuti paragoni, anche Rudi Garcia dovrebbe preoccuparsi. Forse questa volta non scriverà nessun messaggio polemico su twitter. Non ne avrà il tempo. Dovrà mettere insieme i cocci di una nottata che ha ridimensionato la Roma. L’ha fatto con violenza, proprio come accade durante un sacco. E le certezze della vigilia, che si percepivano anche tramite i social network, sono venute meno. Se il capitano Lahm fosse un’altra persona, avrebbe dovuto fare qualche gesto provocatorio nei confronti dei suoi avversari. Ma i gol sono troppi per essere rappresentati in una sola mano e allora meglio far finta di nulla e camminare a testa alta sulle macerie della città conquistata. Chi vince tanto e spesso, non ha bisogno di questi simboli.

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