Un fenomeno italiano, ma in Sicilia la situazione è grave – Pessima pubblicità per i sindacati italiani, che al momento non godono di grande credibilità nel Paese. La notizia arriva dalla Sicilia e riguarda il solito intreccio tra mondo del lavoro e sindacati. Che il sindacato sia un trampolino di lancio per chi vuole fare politica o per chi prova a scalare posizioni nelle aziende pubbliche e semipubbliche, non è una sorpresa. Leggendo i curriculum di personaggi importanti del nostro Paese, infatti, ci si può rendere conto che prima di indossare giacca e cravatta stavano in piazza con fischietto in bocca e cappellino a manifestare per gli interessi dei lavoratori. Almeno così dicevano. Sono proprio questi legami e canali preferenziali ad aver distrutto la credibilità dei sindacati. Purtroppo si fa finta di niente e parlando dell’ennesima casta italiana, capita di apprendere la notizia che nelle Poste vengono assunti un gran numero di figli dei sindacalisti. Un fenomeno diffuso in tutta Italia, a dir la verità, ma in Sicilia la situazione è degenerata. L’isola è diventata la punta dell’iceberg.

Le prime vittime sono i ragazzi che inviano il curriculum – Presto la vicenda finirà in Procura e verranno svelati nomi dei raccomandati. Intanto le ragazze e i ragazzi che sperano di essere assunti alle Poste, perdono quel poco di speranza che possedevano. Già inviavano con scarsa fiducia il curriculum vitae al sito della Spa controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Oggi, appena apprenderanno i dettagli dell’ennesimo scandalo, rimarranno molto delusi. La questione è arrivata in Parlamento tramite il deputato del Partito Democratico Franco Ribaudo, che ha menzionato proprio i giovani. Le prime vittime di un simile giochetto: «Diversi sindacalisti, appartenenti a sigle diverse, hanno assunto i propri congiunti. È stato inferto un danno enorme a discapito dei giovani che hanno creduto ancora una volta alla possibilità che si potesse accedere alla pubblica amministrazione senza raccomandazioni». Ancora una volta, dunque, è fondamentale essere iscritti al sindacato giusto per trovare un lavoro e fare carriera. Un’idea raccapricciante, soprattutto in un mondo occidentale dove il merito è l’aspetto principale nel campo occupazionale.

Ecco alcuni nomi della parentopoli – L’esponente del Pd è un fiume in piena, fa alcuni nomi e gli altri, promette, li farà in Procura: «Ho i nomi e i cognomi di almeno dieci posti di lavoro segretario aggiunto della Slp Cisl Poste di Palermo. A Catania ecco Andrea D’Antoni, figlio di Giuseppe, segretario nisseno sempre della Slp Cisl. All’ufficio postale di Palermo Sperone lavora Antonella Canfora, figlia di Luigi, segretario della Uil Poste di Messina. Ancora: a Palermo ha trovato posto Ambra Di Bernardo, figlia di Carmelo Di Bernardo, segretario della Uil poste di Agrigento. Mentre Patrizia Cantarero, dati a parenti di esponenti della Cisl, della Uil, del sindacato autonomo. Non li farò qui, ma in Procura». Sono simili vicende che cancellano la credibilità e il ruolo dei sindacati nella società italiana. Persino i meriti storici vengono meno in un contesto del genere. Non è il Jobs act o la riforma della Pubblica amministrazione a minacciare le diverse sigle sindacali. Piuttosto il sottobosco e il potere che, con il trascorrere degli anni, hanno creato. Hanno provocato un senso di rigetto nel Paese. Appaiono come una casta iper-burocratizzata, autoreferenziale. Incapace di rappresentare i lavoratori.

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