Crocetta cede a Raciti – Nell’attesa che nel Partito Democratico siciliano ci sia un terremoto da scombinare ogni equilibrio interno, il presidente della regione, Rosario Crocetta, nella giornata di ieri è stato a Roma dove ha incontrato i vertici del Pd. Con la regia del vicesegretario di via del Nazareno, Lorenzo Guerini, si sono confrontati il segretario regionale Fausto Raciti e i deputati Davide Faraone e Giuseppe Lupo. Al centro del dibattito, neanche a dirlo, la crisi nella maggioranza e i rapporti molto testi tra governatore e cuperliani. Un legame, a quanto pare, rinsaldato. Il muro contro muro si è concluso, quando Rosario Crocetta ha deciso di venire incontro alle richieste di Raciti di azzerare la giunta e tutte le cariche all’Ars per far ripartire l’azione governativa. Messo ormai con le spalle al muro, l’ex sindaco di Gela non ha potuto far altro che dare il suo benestare alle richieste dell’ala sinistra dei democratici.

Crocetta “salverà” la Scilabra – Però, per Crocetta, non tutti i mali vengono per nuocere. L’azzeramento della giunta, infatti, permetterà al presidente di aggirare la questione del voto sulla censura all’assessore Nelli Scilabra. Un punto su cui le opposizioni dell’Ars puntavano molto, ma il vulcanico governatore potrebbe aver trovato una soluzione senza sacrificare la sua pupilla Scilabra. Si, perché l’assessore andrà incontro a un cambio di delega e rimarrà nella squadra di Crocetta. L’accordo siciliano del Nazareno prevede anche un azzeramento delle presidenze di commissione dell’Ars in mano ai cuperliani Antonello Cracolici, Bruno Marziano e Giuseppe Digiacomo, e del capogruppo del Pd, il renziano Baldo Gucciardi. In questo caso toccherà a Fausto Raciti spiegare l’importanza di un passo indietro. Forse convincerà i suoi fedelissimi con altre poltrone strategiche. Staremo a vedere. Al momento una cosa è certa. Crocetta non rimarrà a osservare e a Roma ha già chiesto la conferma di alcuni assessori uscenti.

È troppo tardi per ricominciare? – L’intesa è raggiunta e a meno di sorprese il presidente della Sicilia dovrebbe superare lo scoglio della mozione di censura (salterà il voto) alla Scilabra fissato per questo pomeriggio. In effetti nessuno nel Partito Democratico dell’isola ha interesse a far cadere l’attuale governatore. Neanche le dure parole di Fausto Raciti delle ultime settimane avevano convinto fino in fondo. «Penso sia interesse di tutto il Pd e della Sicilia – ha detto Giuseppe Lupo – arrivare in tempi brevissimi all’azzeramento di tutti gli incarichi di giunta, di partito e all’Ars per rilanciare poi l’azione del governo in vista della finanziaria». Anche Beppe Lumia sembra d’accordo con questa strategia: «Sui contenuti indietro non si torna, ma per fare le riforme massima apertura». L’obiettivo dei democratici è ripartire, avviare l’anno zero. È come dire, fino ad esso abbiamo scherzato, abbiamo litigato tra noi senza realizzare niente di concreto per la Sicilia. Ora, però, proviamo a fare sul serio. Peccato che la situazione, tra un gioco di poltrona e l’altro, sia peggiorata nell’isola. La disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli preoccupanti, i dipendenti degli enti della formazione non vengono pagati da 24 mesi e non sanno quale sarà il loro futuro, non c’è una politica di riciclo e raccolta differenziata e non esiste un progetto per valorizzare, nel rispetto dell’ambiente, il turismo siciliano. Intanto domani dovrebbe arrivare l’azzeramento della giunta Crocetta, per ripartire 48 ore dopo con dei cambiamenti significativi che dovranno dare al governatore la forza necessaria per riportare al centro della sua azione la parola “rivoluzione”.

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