L’attività dei troll – Una delle particolarità dei social network, è quella di insultare. Si, denigrare e offendere l’interlocutore che si trova dall’altra parte del computer è il nuovo sport della rete. Ci si può trovare in una discussione politica, sportiva o di attualità, ma i troll che vi ricopriranno di insulti sono sempre dietro l’angolo, anzi dietro un mouse. I troll sono persone che interagiscono con gli altri utenti tramite messaggi provocatori, con il solo scopo di insultare e trasformare il confronto in un vero e proprio scontro. Le motivazioni che li inducono a fare ciò sono diverse: ricerca di attenzione, satira e voglia di mostrarsi ironici, problemi personali, fini economici e di marketing, combattere quello che loro ritengono il conformismo e provare a modificare l’opinione dominante, attaccare un utente o un gruppo. Nella democrazia virtuale i troll sono destinati ad avere un certo peso e probabilmente sono utilizzati da alcuni partiti o movimenti politici per determinati obiettivi. I troll, però, non sono riconducibili soltanto alla sfera politica.

Due personalità in una sola persona – Anzi, nella maggior parte dei casi sono utenti singoli che si comportano in maniera diversa, opposta rispetto a come si comporterebbero nel mondo reale. Una sfrontatezza, una maleducazione, un elogio dell’insulto che scompaiono quando, nei rari momenti della giornata, escono di casa e vanno a fare la spesa, prendono la metropolitana e si confrontano con il vicino di casa in ascensore. Diventano calmi, irriconoscibili. E infatti non li riconosciamo, è impossibile. Per loro il computer è una corazza, uno scudo con cui si sentono protetti e quindi possono dire qualsiasi cosa. Il volto non è visibile all’altro, che nella vita reale gli provoca sconvolgimenti e ripensamenti, e allora ogni affermazione è lecita. Per loro è un gioco, anzi un mestiere. Se c’è un aspetto messo in luce dai social network è la capacità dei nuovi mezzi di comunicazione di sdoppiare la personalità dell’individuo. Due facce contrapposte che trovano spazio in un’unica mente, un unico corpo.

La rete, una terra di nessuno dove i troll fanno ciò che vogliono – Per cercare di contrastare questo modo di fare, in Gran Bretagna il governo ha messo ai voti un disegno di legge che potrebbe costare due anni di carcere ai troll. Insulti sessuali, razzisti e offese personali non saranno più tollerate. L’obiettivo è provare a modificare l’attuale concetto di rete, che fino a oggi è ritenuta una terra di nessuno dove chiunque può fare ciò che vuole. I rischi, dal punto di vista della sicurezza, sono elevati. La proposta è arrivata dal Guardasigilli Chris Grayling e fa parte della riforma della giustizia che sarà votata nei prossimi giorni dal Parlamento. «Nessuno consentirebbe un tale veleno in un faccia a faccia, così non dovrebbe esserci alcuno spazio per tale comportamento sui social media», ha detto l’esponente del governo britannico al “Mail on Sunday”. La legge, ha concluso il ministro, punta a «combattere la crudeltà e sottolineare la nostra determinazione contro questo fenomeno». Se dovesse passare una norma del genere, sarebbe qualcosa di interessante e forse sarebbe un primo argine a un malcostume dietro il quale si celano obiettivi sociali, politici e anche legati al malaffare. In attesa che anche in Italia si inizi a riflettere sui troll e il loro mestiere virtuale, l’unica cosa da fare è mostrarsi indifferenti e chiamare in causa le forze dell’ordine.

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