Paola Bottero e Alessandro Russo - Foto Andrea Jakomin / Blogtaormina ©2014

Raccontare per denunciare, raccontare per cambiare, raccontare per formare coscienze critiche. Lui lo fa più con la testa, lei più con il cuore e insieme si completano, si equilibrano, entrambi giornalisti, entrambi scrittori – e da un paio d’anni anche editori – Paola Bottero e Alessandro Russo sono uniti nella vita, nel lavoro e nella denuncia contro ‘ndrangheta per una Calabria migliore, per cambiare il clima diffusamente “pesante” che si respira in fondo allo stivale, una terra bellissima ma sfregiata dalla criminalità diffusa. L’affermazione dei valori di giustizia e legalità e il riscatto civile e culturale di una terra bellissima ma martoriata è il loro scopo, la loro carica, la loro attività principale. A Taormina, per Sabbia Rossa Edizioni, all’interno del programma Spazio al Sud ideato da Maria Teresa Papale, hanno presentato rispettivamente Carta vetrata e Marchiati, i loro due ultimi libri.

Forti, veri, frutto di un’impietosa analisi di un territorio massacrato dalla ‘ndrangheta ma al contempo ricco di associazioni e singoli cittadini che manifestano, in vari modi, il loro dissenso e la loro speranza, la voglia di legalità e “normalità” che anima la maggior parte della società calabrese. La descrizione lucida e feroce della società calabrese di questi anni e la mancanza di qualsiasi giudizio “preconfezionato” rendono la lettura di entrambi i testi intensa, empatica, consapevole. Marchiati figlio naturale di Carta vetrata è un libro inchiesta, un libro testimonianza, un libro verità in cui l’autore, appunto Alessandro Russo, analizza e critica, il giornalismo che direttamente o indirettamente, anche in articoli o notizie che riguardano altro, fa passare l’equazione “calabreseugualemafioso“.

L’autore incoraggia i giornalisti calabresi a uscire da questa logica perversa, a contare di più sul panorama dell’informazione nazionale, a raccontare quella Calabria e quei calabresi che ogni giorno, lontano dai riflettori, fanno resistenza, cercando di riappropriarsi della propria terra facendo il proprio dovere. Proprio per non cadere nello stesso calderone in cui molti, troppi, suoi stessi colleghi sono caduti, Alessandro Russo segue una traccia ben precisa nel suo libro. Al capitolo dedicato alle domande, seguono esempi disarmanti di come la stampa nazionale e internazionale, anche quella seria, abbia trattato la sua meravigliosa terra. Esempio su tutti la blasonata Bbc che pur di girare un documentario che rispettasse l’idea di una Reggio Calabria misera, violenta, corrotta, coinvolge dei ragazzini convincendoli a fare da comparsa e sparge il piazzale di fronte al Museo nazionale della Magna Grecia di preservativi, siringhe, lattine e carta.

Proprio per rimarcare la differenza, l’autore ci parla della Calabria sana dei calabresi buoni: Luciano Regolo, Paola Bottero, Arianna Tripodi, Angela Potente dei tanti giovani calabresi che si sentono offesi dai marchi preclusivi nei loro confronti e indignati manifestano il loro dissenso. Carta vetrata, invece, è un noir “calabro” che ha come protagonista Demetrio Romeo, Demi, un  giornalista tanto “accomodante” al punto da scendere a patti e compromessi con chi può fargli comodo in nome di una vita agiata e di successo. Demetrio cerca il proprio spazio in un mondo dove notizie, azioni, idee, personaggi sono usa e getta, dove l’unica verità è la finzione. Partendo da Reggio Calabria e arrivando fino a Roma, “carta vetrata” toglie il velo a un mondo che non è più fatto di passione ma nasconde sotto il tappeto ambizioni smodate e il vuoto di una superficialità trasformata in sostanza,  un “grande circo mediatico” in cui tutti diventano pedine di un sistema basato sull’audience, sulla spettacolarizzazione, sull’apparire a tutti i costi.

Romanzo corale Carta vetrata, che ha oltre Demi tante protagoniste: Grazia la caporedattrice del giornale con cui egli fa sesso per convenienza; Mara la collega che vuol sapere, che chiede, che mette tutto in dubbio; Enrica e Veronica che lo introducono in Rai, “la vecchia”, la madre, infermiera in pensione, degna del figlio; Martina, la giovane fidanzata, dal vissuto familiare difficile, ma la sola a chiedergli di “essere sincero”; e Agata l’amica leale che tenta anche di decifrare gli strani sogni, gli incubi, che egli le racconta, come quello di un tir che gli viene addosso a duecento l’ora sfondandogli ora lo stomaco, ora i denti, ora la nuca o quell’altro, dove viscide anguille dalle facce di donna lo avvolgono, lo assalgono, lo spingono in fondo al mare. Incisivi, forti, graffianti, marchianti i due ultimi libri di Paola Bottero e Alessandro Russo ci mostrano l’involuzione turpe di un certo giornalismo disposto a scendere a compromesso con tutto e tutti, superficiale nell’esprimere giudizi, attento solo a cercare lo scoop, ma ci mostrano anche l’altro lato della medaglia, quella del giornalismo di inchiesta, della verità cercata e rivelata, dello spirito civile che invade tanta buona e sana società  calabrese.

Paola Bottero è una “calabrese di Torino”: di origini piemontesi, dove è nata ed ha vissuto fino a quando si è spostata a Roma come giornalista parlamentare, portavoce di ministri, esperta di comunicazione pubblica e istituzionale. Nel 2000 è approdata per lavoro in Calabria, e non l’ha più lasciata. Scrive per sciroccoNEWS e altre testate. È autrice dei romanzi Ius sanguinis (Città del Sole, 2009), Bianco come la vaniglia (Sabbiarossa, 2011), Carta vetrata (Sabbiarossa, 2013), del fantanoir ‘Ndranghetown (Agenzia X, 2011), del diario-inchiesta, scritto con A. Russo, Senza targa(Sabbiarossa, 2012) e del libro di approfondimento La ‘ndrangheta davanti all’altare (Sabbiarossa 2013), scritto a più mani.

Alessandro Russo è giornalista e scrittore. Nato a Reggio Calabria, dopo le esperienze politiche maturate nei movimenti giovanili è entrato nel Quotidiano della Calabria, che ha lasciato dopo 15 anni, a fine 2010, dimettendosi dalla carica di caporedattore centrale. Ha fondato sciroccoNEWS e Sabbiarossa edizioni, per cui è autore, con P. Bottero, del diario-inchiesta Senza targa (2012) oltre che coautore del libro di approfondimentoLa ‘ndrangheta davanti all’altare  (2013). La sua ultima opera del maggio 2014 è il libro inchiesta Marchiaticome ’ndrangheta, Stampa e Tv hanno inventato la nuova “calabrofobia”.

 

 

[Paola Bottero e Alessandro Russo – Foto Andrea Jakomin / Blogtaormina ©2014]

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