I rinvii a giudizio – Un nuovo capitolo deve aggiungersi allo scandalo formazione, che qualche mese fa ha travolto la città dello Stretto. La procura di Messina ha chiesto il rinvio a giudizio del deputato nazionale del Pd Francantonio Genovese, del cognato Franco Rinaldi, deputato regionale dei democratici e di altre ventiquattro persone e otto società coinvolti nell’inchiesta “Corsi d’oro”. Non finisce qua, perché la richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche la moglie di Genovese, Chiara Schirò, e le cognate, Elena e Giovanna Schirò. Gli altri imputati sono Salvatore Lamacchia, Roberto Giunta, Domenico Fazio, Elio Sauta, Stefano Galletti, Giuseppina Pozzi, Liliana Imbesi, Concetta Cannavò, Natale Lo Presti,  Graziella Feliciotto, Carmelo e Natale Capone, Orazio De Gregorio, Paola Piraino, Francesco Buda, Salvatore Natoli, Antonino Di Lorenzo, Carmelo Gavazzo e Roberta Saglimbeni. Proprio nelle settimane in cui in Sicilia si protesta e si chiede al governatore, Rosario Crocetta, di far ripartire gli enti di formazione, lo scandalo che ha coinvolto l’ex esponente democratico Genovese ha mostrato un quadro preoccupante della gestione di queste strutture.

Giustizialisti con Genovese e garantisti con gli altri – Gli enti coinvolti nella vicenda sono Sicilia Service srl, Napi Service srl, Caleservice srl, Centro Servizi 2000 srl, Lumen onlus, Enfap, Ancol, El.Fi. Immobiliare srl. Al momento Genovese si trova agli arresti domiciliari ed è imputato di associazione per delinquere, truffa e frode fiscale sulla formazione professionale in Sicilia. L’udienza preliminare è in programma il 3 novembre e in città c’è molta curiosità su come si evolverà la vicenda. Le cittadine e i cittadini di Messina assistono con interesse e nello stesso tempo non si sbilanciano. Non parlano e fanno finta di nulla quelle persone che sono riuscite a costruirsi una carriera politica grazie a Francantonio Genovese. Nessuna riconoscenza nei confronti del grande capo che, a prescindere da come si interpreti la vicenda giudiziaria, è stato l’unico a imporre il Partito Democratico in una città “particolare” come Messina. Oggi, invece, tutti si scagliano contro di lui. Se nelle vicende di politica nazionale non esitano a mostrare una buona dose di garantismo, sulla questione Genovese si trasformano in forcaioli e giustizialisti.

Goffi tentativi di ri-posizionarsi – La realtà è che la giustizia deve fare ancora il suo corso. Serve pazienza e rispetto anche per Francantonio Genovese. Chi faceva a gara per invitarlo al suo matrimonio o alla propria festa di compleanno, oggi gli ha voltato le spalle. Fa l’indifferente. In politica non c’è riconoscenza e passeggiando tra i circoli del Partito Democratico di Messina, nessuno o quasi vuole parlare del caso Genovese. Tutti si erano “ingrassati” con le alte percentuali ottenute dall’ex esponente della Margherita, però adesso si comportano come se non l’avessero mai conosciuto. Hanno altri punti di riferimento nazionali. Si riscoprono di “sinistra” e provano a ri-posizionarsi su principi improbabili e in contraddizione con quanto fatto e sostenuto nell’ultimo periodo. Si mischiano, cambiano casacca e sperano di sfruttare il vento positivo che soffia da Roma. Però il “grecalotto”, il vento termico grande protagonista per tutto l’anno all’interno dell’area dello Stretto di Messina, potrebbe deviare quella brezza governativa romana. C’è la reale possibilità che la faccia disperdere e la sinistra messinese potrebbe tornare nell’anonimato e nel recinto in cui ha vissuto per decenni.

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