La chiave filosofica – Si è detto più volte che per uscire dalla crisi economica scoppiata nel 2008, è necessario sviluppare una nuova concezione del mondo che, per forza di cose, non può essere quella del periodo antecedente alla flessione monetaria globale. Nell’ottica che considera la crisi come un’opportunità per mettere in discussione alcuni capisaldi del passato, la filosofia, intesa come disciplina, è tornata d’attualità. Nei master per formare i nuovi manager e nei corsi di economia, la filosofia è una tematica principale. È così nei paesi che si sono aperti all’epoca contemporanea. Le più importanti università, infatti, hanno rispolverato l’insegnamento filosofico, ma non come ancora siamo abituati a intenderlo nelle nostre facoltà. Negli Stati Uniti, in Israele, in Inghilterra e in Canada, per citare qualche Paese all’avanguardia, la filosofia è il punto da cui ri-partire. È fondamentale per crearsi una nuova visione della realtà e con un concetto di lavoro rinnovato, diventa lo strumento essenziale per diventare protagonisti del futuro.

I manager e la filosofia – A sostegno di una tesi del genere ci sono le start up. Come sarebbero potute nascere, svilupparsi e diffondersi in tutto il mondo senza una filosofia alle spalle? Platone, Aristotele, Kant e Nietzsche non sono dei pensatori da utilizzare soltanto sui social network tramite qualche citazione. Diventano utili alla causa del singolo, quando vengono rispolverati come momento di riflessione e critica per creare qualcosa di nuovo. Per mostrare la veridicità di questa idea, è sufficiente guardare a Linkedin e a uno dei tre suoi fondatori, Reid Hoffman. Uno dei punti di riferimento della Silicon Valley, laureato in Scienze sociali a Stanford e con un master, guarda caso, in filosofia a Oxford. Non è un’eccezione per questi personaggi avere nel proprio curriculm studi filosofici. Importanti manager di successo si completano con la filosofia e leggendo i profili di veri e propri guru di industrie, aziende e programmi tv, si può rimanere stupiti.

 I segreti di Hoffman nel suo nuovo libro – Hoffman è uno di questi. Il suo nome è accostato a progetti di successo come Facebook, Zynga, ha lavorato in Apple Computer e Fujitsu e ha partecipato al lancio di PayPal. Ma la fama e l’apice l’ha raggiunto con Linkedin, il network dedicato ai contatti di lavoro con 250 milioni di utenti planetari, circa 1500 dipendenti e un fatturato annuale di quasi 200 milioni di dollari. Numeri che parlano chiaro. Hoffman è un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano cimentarsi nell’economia hi-tech e non solo. Purtroppo non sono molte le occasioni di sentirlo parlare e apprendere qualcosa dalla sua interessante carriera e così l’uscita del libro “L’alleanza. Gestire il talento nell’era del networking”, scritto da Hoffman con i colleghi imprenditori Ben Casnocha e Chris Yeh, è un’ottima occasione per carpire alcuni segreti. Il testo, edito da Egea, è in vendita da oggi nella versione ebook, mentre l’edizione cartacea entrerà in commercio da gennaio 2015.

 Le idee di Hoffman sul lavoro del nuovo millennio – Hoffman parla del mondo del lavoro e delle sue nuove frontiere. Racconta che nelle aziende della Silicon Valley ci sono “spazi creativi” per i dipendenti, luoghi in cui è possibile ricaricarsi per poi riprendere a faticare. In Italia sappiamo già come andrebbe a finire. Nel Paese dei furbetti dove lo sport nazionale è “piangersi addosso”, una ricetta del genere appare inapplicabile. Il manuale di Hoffman, inoltre, è un vademecum per i rapporti aziendali e per il modo di comportarsi dei dipendenti sul posto di lavoro. 《Lasciamoci alle spalle le vecchie concezioni e pensiamo a un’alleanza tra datore di lavoro e dipendente. Oggi che l’impiego a vita è utopia, occorre investire l’uno nell’altro. Bisogna parlare di piani, ambizioni, desideri ed essere leali. È la chiave del successo e la si costruisce quando i compiti da realizzare vengono effettuati con puntualità e serietà》. Hoffman ha la sua visione della realtà, venuta a galla anche tramite gli stimoli filosofici. Per scoprire cosa intende uno dei fondatori di Linkedin quando parla di “network intelligence”, “learning meals” e di “corporate alumni network”, non bisogna fare altro che leggere il suo libro.

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