Al di là del tempo – «L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto» […] «La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra…chi li ha visti una sola volta, li possede…rà per tutta la vita». Questa famosa frase del tedesco Goethe, rimane un’ottima pubblicità per Taormina. Meglio di qualsiasi cartellone disseminato per le città o di qualche iniziativa annuale. Taormina ha la fortuna di andare al di là del tempo, perché è stata vissuta e attraversata da personaggi e da popolazioni che con le loro opere e i loro gesti si sono posti al di là della linea, per utilizzare una terminologia cara al filosofo Ernst Junger. Quando un turista arriva a Taormina, si aspetta di immergersi in un luogo magico, circondato dall’eternità della natura, dove l’acqua del mare e il fuoco dell’Etna si trovano l’una di fronte all’altra.

L’assenza di servizi informativi – Anche per le cittadine e i cittadini che vivono nella vicina Messina o a Catania, è sempre bello fare una passeggiata sul Corso e visitare i luoghi principali che caratterizzano la cittadina. Certo, il punto di vista di un messinese o di un catanese è diverso da quello di un viaggiatore tedesco, spagnolo o milanese e per questo motivo sarebbe interessante sapere come i turisti vedono Taormina. Quali sono gli aspetti che non dimenticheranno mai e quali, invece, quelli che fanno pensare alle grandi difficoltà legate all’Italia e in particolar modo al Mezzogiorno. Seduto a piazza Duomo, in un pomeriggio assolato d’estate, mi è capitato di essere avvicinato da due turiste spagnole. Due signore di mezz’età che cercavano di capire in che modo si poteva salire sul monte Etna. Nessun “infopoint” le poteva aiutare e mi avevano raccontato che stavano cercando da almeno un’ora qualcuno a cui chiedere. Sul corso affollato da spose e passeggiatori, però, non c’era molto. Nessun servizio turistico pronto a fornire delle delucidazioni. Eccola la prima pecca che un turista nota a Taormina: l’assenza di servizi informativi per i viaggiatori.

«Tanta teoria e poca pratica» – Un’altra volta, invece, mentre chiacchieravo con un conoscente della comunità ebraica romana che era arrivato a Taormina per festeggiare il matrimonio di un suo cugino, mi aveva chiesto dove si trovava la vecchia zona ebraica. Si lamentò che, a differenza di altre città europee, non c’è neanche una lapide posta a ricordo. Eppure Daniel si aspettava qualcosa in più, soprattutto dopo aver acquistato online dei libri che parlavano del passaggio degli ebrei dalla Sicilia e anche da Taormina. «Tanta teoria e poca pratica», aveva aggiunto Daniel con un velo d’ironia. Le parole di questo ragazzo di ventisette anni mostrano come Taormina non può cullarsi sempre e solo su alcuni tratti distintivi, ma dovrebbe cercare di scavare nella sua storia per far emergere altri aspetti in grado di attirare e coinvolgere più persone possibili.

Il problema dei collegamenti, i limiti della lingua e gli scarsi supporti tecnologici – Aver citato Goethe per introdurre questo articolo, non è stato casuale. Una frase che mi è stata recitata a memoria da una ragazza napoletana, Carla, che dice di amare Taormina. Una passione trasmessagli dalla sua vecchia professoressa di italiano di origini siciliane. Carla, concluso il liceo, almeno una volta all’anno visita la perla dello Jonio e dice di essere stupita dai collegamenti con Taormina, che ogni anno peggiorano. Con i treni è una via crucis, ma è un problema anche parcheggiare la macchina, perché «sono costretta a lasciarla in zone dove i prezzi sono troppo alti». Inoltre Carla, a volte, si annoia. Si, avete capito bene: «Un aspetto negativo è legato ai pochi eventi organizzati e alle attività degne del nome di Taormina, della sua storia e della sua bellezza. E’ incredibile – aggiunge Carla – siete seduti su una miniera d’oro e non ve ne accorgete. Si fa fatica a trovare qualcuno che sappia parlare inglese, non si utilizzano le nuove tecnologie per aiutare il turista nel suo soggiorno e alcune particolarità del luogo le tenete nascoste per mancanza di organizzazione o chissà per quale cavillo burocratico». Chissà cosa direbbe Goethe, oggi, dopo aver visitato Taormina.

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[Foto Andrea Jakomin / (CC) Blogtaormina, 2014]

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