L’Italia e i mesi decisivi per il futuro – I prossimi mesi saranno decisivi per l’Italia. Non solo perché si dovranno approvare delle riforme di cui il Paese ha bisogno per ritornare ad avere fiducia e a crescere, ma anche dal punto di vista istituzionale ci sono delle scelte da prendere. Dovrebbe ricominciare il dibattito parlamentare sulle leggi istituzionali e quella elettorale è al centro della scena. Se non dovesse essere snaturata, sarebbe il pilastro portante su cui costruire la casa della Terza Repubblica. Se lo augurano alcuni grandi protagonisti della scena politica nostrana e tra questi c’è il presidente Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato, in più di un’occasione, ha espresso il desiderio di fare un passo indietro quando verrà approvata la legge tanto attesa. Fino a quel momento rimarrà in carica, proseguirà nel suo lungo cammino di traghettatore. L’attuale inquilino del Quirinale sarà l’ultimo presidente della Seconda Repubblica e colui che, in un modo o nell’altro, influenzerà la Terza. In attesa di questo passaggio, è interessante capire quali potranno essere i possibili candidati alla presidenza della Repubblica, una volta che Giorgio Napolitano deciderà di dimettersi.

Una personalità che accontenti Pd e FI – Per rispondere a una simile domanda, occorre conoscere lo scenario parlamentare e se dovesse rimanere quello attuale la decisione non sarà facile. Anzi, si prevedono lacerazioni e liti tra le forze politiche. I grillini, con ogni probabilità, avanzeranno una loro ipotesi. Un nome come quello di Stefano Rodotà, tanto per intenderci. E non è detto che Sinistra ecologia e libertà e alcuni esponenti del Partito Democratico, come i civatiani, non decidano di convergere su una personalità del genere. Si, il rischio è di assistere a una storia già vista. Però non dovrebbe riproporsi la vicenda di Romano Prodi che è stata una figuraccia, in primis, per il Pd. L’ex presidente del Consiglio è una delle poche persone non gradite a Silvio Berlusconi, che in questo Parlamento ha il suo peso numerico. Allora bisognerà trovare qualcuno che accontenti sia Forza Italia che il Partito Democratico. Mission impossibile? Quasi, ma una svolta sarà necessaria e forse avrà un ruolo anche il consenso di Matteo Renzi nel Paese.

Delrio, Bonino, Veltroni e Mister x – Già, potrebbe essere il premier a sbloccare la situazione e a proporre Graziano Delrio come presidente della Repubblica. Il braccio fidato e pacato, il saggio consigliere, il Gandalf della politica italiana potrebbe rappresentare un profilo ideale che avrebbe alcuni consensi anche a destra. Forse sarà lui il nome su cui punteranno i renziani. Chissà. Tra i papabili c’è anche Emma Bonino. La radicale ed ex ministro degli Esteri è ormai una figura super partes e questo potrebbe favorirla per diventare la prima donna italiana al Quirinale. Competenza e credibilità internazionale giocano a suo favore. Poi c’è Walter Veltroni. Il padre politico di Matteo Renzi e della sua idea di Partito Democratico potrebbe essere un nome su cui puntare, ma la reazione di Forza Italia non dovrebbe essere positiva. Impossibile, considerando il clima nel Paese, virare su Mario Monti e Mario Draghi. Complicato individuare altre donne di un certo peso istituzionale come Emma Bonino e allora le ipotesi si riducono all’osso. Al di là dei nomi fatti, c’è poco. Anche a destra, per esempio, si fa fatica a fare dei nomi. Gianni Letta, per il ruolo svolto in questi anni, è una figura divisiva e allora si potrebbe chiedere aiuto alla società civile, ma anche in un caso del genere la rosa dei nomi non sarebbe così ampia.

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