Se si mettono in vendita abitazioni di personaggi illustri – La notizia diffusa nelle ultime ore della vendita di molte case storiche sul sito di Immobiliare.it sorprende e tenta alcuni grandi imprenditori e mecenati, che potrebbero trasformare questi luoghi in delle vere e proprie miniere d’oro. Si va dall’immobile del filosofo Pasqualino Fortunato a Caltagirone, che trascorreva le vacanze insieme all’amico Leonardo Sciascia, fino alla villa di Scandicci di Napoleone e Paolina Bonaparte, all’appartamento di Rivoli, appena fuori Torino, che fu la casa di Giovanni Giolitti. Insomma, potremmo trovarci vicino a un’abitazione di un personaggio che ha lasciato il segno nel tempo della storia e potremmo non saperlo. Si, perché è questo l’aspetto che sorprende. Luoghi unici abbandonati a se stessi, posti nel dimenticatoio e nell’indifferenza collettiva. Oggi faremmo fatica a pensare che in quella casa ha vissuto un protagonista del capitolo di storia che abbiamo studiato al liceo. E’ un’abitazione diroccata, immersa nelle erbacce e il rischio crollo è dietro l’angolo.

Quella casa abbandonata di Pascoli, una vergogna per Messina – Le case in vendita o in rovina dei grandi personaggi che hanno fatto la cultura e la storia del nostro Paese, sono una triste metafora della situazione attuale. Per rendersi conto di un simile fenomeno e della scarsa importanza data alla parola cultura, è sufficiente andare a Messina dove si trova la dimora di Giovanni Pascoli. Sembra una baracca, un rudere, eppure quella casa aveva resistito al violento terremoto del 1908 e prima aveva ospitato uno dei più grandi poeti italiani. Pascoli e Messina, un rapporto speciale dovuto al suo insegnamento di latino presso l’Università. Oggi quell’abitazione in via Risorgimento numero 162, è una delle vergogne della città dello Stretto. Piatti di carta con mangiare per gatti, cattivo odore, spazzatura, un portone spalancato. Se non fosse per quella targa, nessuno direbbe che li ha vissuto Giovanni Pascoli e lui stesso, all’epoca, aveva descritto questo posto con le seguenti parole: «Bella vista…dalla cucina si vede il forte Gonzaga sui monti…dall’altra finestra il mare su l’Aspromonte». E’ cambiato tutto, il terremoto ha cancellato la storia di Messina e la sua vivacità culturale.

Nietzsche e la città dello Stretto – La città siciliana, a quanto pare, non ha memoria e così c’è un’altra abitazione che ha ospitato uno dei più grandi filosofi della storia. Ovviamente sono pochi a conoscere la vicenda. L’8 aprile del 1882 il filosofo tedesco Friedrich W. Nietzsche approdò dal porto di Genova a quello di Messina. Il suo soggiorno fu breve ed intenso. Alloggiò in un appartamento che attualmente si trova su via Cesare Battisti, nel palazzo che ospita la celebre rosticceria dei fratelli Famulari. Durante queste settimane, oltre agli “Idilli di Messina” che si possono leggere nel testo edito da Adelphi “La gaia scienza e idilli di Messina”, il pensatore nichilista scrisse qualche riga in cui sottolineava la bellezza della città e i tratti amichevoli dei suoi abitanti: «Questa Messina sembra fatta per me; i Messinesi mi dimostrano una tale amabilità e premura, che mi sono venute in mente le idee più buffe». Non è possibile dimenticare il passaggio di Nietzsche a Messina e almeno, come si è fatto in passato a Torino, andrebbe collocata una lapide commemorativa. Niente di tutto ciò viene realizzato. Le case dei personaggi illustri non vanno più di moda in Italia (se va bene vengono vendute e ristrutturate da privati), mentre all’estero vengono trasformate in musei all’avanguardia. “A ciascuno il suo”, direbbe Leonardo Sciascia.

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