La revoca del Cda e la reazione dell’avvocato Ragonese – La città di Taormina continua a vivere un periodo tormentato e questa volta sotto i riflettori c’è finita la Fondazione Mazzullo, il suo Consiglio di amministrazione e la decisione del sindaco, Eligio Giardina, di revocarlo. Le motivazioni si possono leggere nella determinazione sindacale numero 180 e mettono in luce alcuni fatti rilevanti. Il primo cittadino della perla dello Jonio prende atto di «quanto recentemente apparso su alcuni social network» e constatato «il venir meno del rapporto fiduciario con qualche componente del Cda, denotando, nel contempo, l’esistenza di incomprensioni che mal si conciliano con il sereno svolgimento delle funzioni da parte dell’intero Cda della Fondazione Mazzullo», ha deciso di revocare l’intero Consiglio di amministrazione e ha nominato il signor Alfio Auteri Commissario straordinario della Fondazione, «fino alla ricostituzione del nuovo Cda». Una presa di posizione che ha spiazzato e provocato l’immediata reazione dell’avvocato Giuseppe Ragonese, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Mazzullo.

«Un Cda falso e illegittimo» – L’ormai ex direttore artistico (carica conferitagli all’unanimità dal Consiglio di amministrazione), indicato nel Cda della Fondazione dal membro di diritto Giuseppe Caudo, ha messo in luce un comportamento ormai “diffuso” da anni che tende a considerare «la Fondazione Mazzullo un posto di sottogoverno, una sorta di vice assessorato al turismo. Si dimentica, però, che è privata». In poche parole, si tratta di quello che nel gergo comune viene chiamato sottobosco della politica. Strategia da prima e da seconda Repubblica che, secondo l’avvocato, ha coinvolto anche il sindaco Eligio Giardina, il quale «ha la facoltà di indicare tre soli componenti e invece ne ha nominati sei». Un bel problema per la famiglia Mazzullo, la quale aveva fatto notare al primo cittadino «che non poteva scegliere sei persone», ma per “quieto vivere” aveva deciso di venire incontro alle esigenze del sindaco e di accontentarsi di tre nomine. «Ma qui – prosegue Ragonese – c’è uno dei tanti sbagli. Il Cda dovrebbe essere formato da nove individui, ma il sindaco non aveva considerato che oltre le proprie indicazioni occorreva conteggiare la sua persona, perché in base alla carica ricoperta è membro di diritto». Basta questo, sottolinea l’ormai ex membro del Cda, per considerare «falso e illegittimo» il Consiglio.

«Le risorse sono limitate, serve tranquillità» – I membri, se la matematica non è un’opinione, sono di più. Però in nome di un modo di fare alquanto singolare, tutto «passa sotto silenzio» e alla Fondazione viene affidata la direzione artistica. Un ruolo che i discendenti di Mazzullo avevano conferito proprio all’avvocato Giuseppe Ragonese, che ha rivelato come questa scelta «non è stata digerita dall’attuale presidente» e così, durante il trascorrere dei mesi, non è stato discusso «il programma del direttore artistico (che l’interessato dichiara di aver elaborato a “costo zero”) e la Fondazione è stata ridotta a una sorta di affitta-camere. La mission della Fondazione è stata smarrita e non si è conciliato in alcun modo Mazzullo con le varie attività culturali». Ragonese è un fiume in piena e attacca: «La Fondazione non deve pensare a fare soldi, il suo obiettivo è un altro». La replica del presidente Alfio Auteri non si è fatta attendere: «Le risorse sono limitate e quello che serve a Taormina e alla Fondazione Mazzullo è la massima tranquillità e la possibilità di progettare qualcosa. Ciò che è importante è riportare grandi personalità a Taormina e alla Fondazione. Bisogna parlare di queste cose, il resto è meglio lasciarlo perdere. Occorre far sopravvivere e valorizzare quello che c’è e se altri non sono d’accordo non è colpa mia».

Le accuse di Ragonese e le affermazioni di Auteri – Ragonese, però, sottolinea la progressiva «perdita dell’alto livello culturale della Fondazione» e la causa di tutto ciò, per l’avvocato, ha un nome ben preciso: il presidente Alfio Auteri, che viene accusato di «aver fatto pressioni per approvare manifestazioni che gli venivano proposte da amici e vari consiglieri». Ragonese non usa giri di parole e sostiene che il presidente Auteri «ha abusato del suo potere e non ha chiamato in causa il Consiglio di amministrazione». Il presidente Auteri, dal canto suo, getta acqua sul fuoco e non sembra aver voglia di replicare all’avvocato Ragonese e sulla nomina del sindaco Eligio Giardina ammette di essere rimasto “sorpreso”. «Un incarico – ha tenuto a sottolineare il neo Commissario straordinario – a tempo, una decisione momentanea voluta dal primo cittadino, che ha revocato la sua ordinanza».

«Il sindaco, in quanto membro, non può disporre il commissariamento dell’ente» – Auteri ritiene «che il messaggio lanciato è stato chiaro. Questo Consiglio di amministrazione è stato azzerato per una scelta del sindaco, che di qui a breve provvederà a nominare un nuovo Cda». Nell’attesa di una mossa da parte di Giardina, l’avvocato Giuseppe Ragonese ha sottolineato come «il sindaco in quanto membro, non può disporre il commissariamento dell’ente e non ha alcun autonomo potere gestionale, né il comune di Taormina ha facoltà proprie di autorità tutoria. Queste ultime spettano solo ed esclusivamente al Prefetto». Ed è proprio al Prefetto di Messina che l’avvocato Ragonese si rivolge per  «valutare l’opportunità di dichiarare decaduto il Consiglio di amministrazione della Fondazione e, conseguenzialmente, nominare un commissario che si occupi della gestione dell’ente». Invece nel modo in cui si è agito, conclude l’uomo di fiducia della famiglia Mazzullo, la revoca del Consiglio «ha avuto come obiettivo quello di eliminarmi».

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Nota per il Prefetto di Messina inviata dall’Avv. Giuseppe Ragonese il 13/10/2014

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Deternima sindacale n°180 del 14/10/2014 di revoca del CDA Fondazione Mazzullo del sindaco di Taormina Dott. Eligio Giardina.

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[Foto Andrea Jakomin – Grafica Donatella Mura / (CC) Blogtaormina 2014]

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