Una legge al di sopra delle aspettative – Il Consiglio dei ministri, riunito in seduta notturna, ha approvato la sua prima Legge di stabilità. Il premier, Matteo Renzi, è apparso molto soddisfatto e ha dichiarato che ci sono «diciotto miliardi di tasse in meno. La più grande riduzione mai fatta da un governo in un anno. Abbassare le tasse non è di sinistra né di destra, ma da persone normali perché si era arrivati a un livello pazzesco». Con il solito hashtag #italiariparte, il presidente del Consiglio mostra i punti salienti varati dal governo di larghe intese: «No articolo 18, no contributi per chi assume a tempo indeterminato,no irap su costo del lavoro. Tolti gli ostacoli per assumere». Una legge di stabilità che va al di là delle aspettative, perché in precedenza si pensava a un importo di una trentina di miliardi, invece per il 2015 sono stati messi sul tavolo ben 36 miliardi di euro e 15 di questi arrivano dalla famosa spending review (2,7 ex decreto bonus 80 euro, 6,1 da risparmi dello Stato, 4 da risparmi delle regioni sulle previsioni del 2015, 1,2 dai comuni, 1 dalle province).

Ecco i dieci punti della legge di stabilità – Il segretario del Partito Democratico non ha esitato a definire la legge «anticiclica» rispetto a quelle precedenti, un passo in avanti che «rispetta il limite del 3 per cento previsto dalla Ue». Nelle slide dell’esecutivo vengono sintetizzati in dieci punti gli aspetti centrali della legge: «Meno tasse per 18 miliardi; gli 80 euro diventano una misura definitiva; zero contributi per i contratti a tempo indeterminato; investimenti in scuola, lavoro e giustizia; riduzione del 70 per cento del patto di stabilità per i comuni; più risorse per ricerca e innovazione; stop alle spese non coperte; taglio di 15 miliardi con la spending review; recupero e contrasto dell’evasione fiscale; libertà per i lavoratori dipendenti di avere il Tfr in busta paga con zero costi per le imprese». Matteo Renzi e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si sentono come due studenti che hanno svolto il loro dovere e il premier, durante la conferenza stampa, si è rivolto anche agli imprenditori: «Tolgo l’articolo 18, i contributi e la componente lavoro dall’Irap. Cosa vuoi di più. Per chi vuole assumere verranno meno tutti gli alibi».

Le coperture. Quasi 4 miliardi dall’evasione fiscale – E’ una legge di una certa rilevanza economica, resa possibile da alcune coperture ben precise. In primis il governo ha indicato che il rapporto tra deficit e Pil sarà del 2,9 per cento, un aumento dello 0,7 per cento rispetto al 2,2 indicato all’inizio, che in termini monetari si traduce in 11 miliardi che si potranno racimolare sui mercati. Come detto in precedenza, altri 15 miliardi arriveranno dalla spending review, mentre 3,8 miliardi dall’evasione fiscale che seguirà la filosofia di «non controllare chi esce dal negozio, ma si faranno incroci». Da questa voce il governo dovrebbe guadagnare un miliardo dalle slot machine, ovvero da quella quota di vincite che è riservata al giocatore. Altre coperture arriveranno dall’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26 per cento e da una tassazione per le Fondazioni bancarie e dall’innalzamento di quella dei fondi pensione, che saliranno all’11,5 per cento.

Assist a imprese e partite Iva under 35 – In uscita, invece, il governo sottolinea la diminuzione di 18 miliardi di tasse. I famosi 80 euro vengono stabilizzati, ma diventano una detrazione e non più un bonus aggiuntivo tramite uno stanziamento di 9,5 miliardi. Altra norma annunciata con una certa enfasi dal premier e accolta con soddisfazione da Confindustria è la cancellazione della componente lavoro dell’Irap. Le imprese potranno dedurre per intero il costo del lavoro dalla base imponibile che serve per calcolare l’imposta e questo vuol dire risparmiare il 65 per cento dell’imposta. Le imprese verranno incentivate ad assumere con uno sgravio sui contributi a loro carico, azzerati per tre anni sui neoassunti. Una misura per cui saranno stanziati 1,9 miliardi di euro. Gli sgravi riguardano anche le partite Iva, con una riduzione di 800 milioni di euro per 900 mila partite Iva sotto i 15 mila euro (una norma destinata ai giovani sotto i 35 anni).

Dal Tfr agli investimenti in scuola, sicurezza e giustizia – Inseriti anche gli aiuti alle famiglie. Si tratta di 500 milioni di euro, dove i nuclei più numerosi saranno esentati dal ticket. Altri 300 milioni di euro verranno trasferiti nella ricerca e nello sviluppo e un miliardo verrà destinato per la stabilizzazione di 149 mila persone del settore scolastico (soldi che arriveranno dalla riforma delle commissioni per gli esami di maturità, composte solo da insegnanti interni). Presenti anche ammortizzatori sociali del Jobs act di 1,5 miliardi, i comuni avranno uno spazio finanziario di un miliardo nell’ambito del Patto di stabilità e per la giustizia verranno investiti 250 milioni di euro. Oltre alle risorse per il reparto sicurezza, con il parziale sblocco del turnover, nella legge di stabilità ci saranno 100 milioni di euro a garanzia dell’anticipo del trattamento di fine rapporto, per chi vorrà averlo in busta paga e le banche svolgeranno un ruolo di tesoreria, mettendo la liquidità necessaria per le imprese che non ne dispongono.

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