Un punto d’incontro tra Pd e Ncd – “Eingetragene Lebensgemeinschaft”. E’ questo il nome del disegno di legge in vigore in Germania dal 2001. Non si tratta di un vero e proprio matrimonio, perché non viene utilizzata una simile terminologia e non si possono adottare bambini esterni alla coppia. Renzi si ispira al Paese teutonico, anche in materia di diritti civili, e la proposta verrà presentata al Consiglio dei ministri in programma entro fine mese e a quanto pare anche alcuni esponenti del Nuovo Centro Destra, che avevano mostrato serie perplessità sul tema affrontato, si sarebbero convinti ad appoggiare il dl, perché nella prossima legge di stabilità il braccio destro di Matteo Renzi, Yoram Gutgeld, avrebbe trovato mezzo miliardo da destinare agli sgravi fiscali per aiutare le famiglie numerose. Una notizia che ha fatto piacere al partito guidato da Angelino Alfano, che si ritiene soddisfatto sulla legge per le coppie gay in quanto è stato ridimensionato il tema delle adozioni. E’ proprio il principio di permettere ai gay di avere dei figli a dividere il Pd dal Ncd, ma il testo che verrà discusso il prossimo mese in Parlamento dovrebbe aggirare la questione.

La svolta del Sinodo tranquillizza Renzi – I diritti degli omosessuali verranno posti sullo stesso piano di quelli delle coppie eterosessuali e l’unica differenza sarà quella riguardante l’adozione. Con ogni probabilità il Partito Democratico del presidente del Consiglio incontrerà meno opposizioni del previsto, sia nelle aule della politica, sia nelle piazze italiane. A incidere come un macigno è il Sinodo della chiesa cattolica, che in questi giorni sta discutendo su alcuni temi inerenti la famiglia e a quanto pare il pontefice e diversi porporati hanno fatto delle aperture significative verso i gay. Un’idea, per la verità, che non piace a molti rappresentati del clero presenti al Sinodo. La frangia degli oppositori è guidata dal cardinale tedesco Gerhard Mueller, prefetto della Congregazione della dottrina della Fede (l’ex Sant’Uffizio). Le nuovi posizioni che dovrebbero emergere in queste settimane sui divorziati risposati, unioni di fatto, convivenze e coppie omosessuali sono oggetto di un vero e proprio braccio di ferro in Vaticano.

In Parlamento poche opposizioni al disegno di legge – Dopo aver compreso chi avrà la meglio in questo scontro ideologico, la politica italiana prenderà una decisione, parlerà e si schiererà. Una cattiva abitudine dura a morire, tanto a destra quanto a sinistra. Il segretario del Partito Democratico, però, è convinto che il disegno di legge del governo di larghe intese non farà la fine dei Pacs o dei Dico. Le opposizioni sono meno ostili rispetto al passato. L’influenza di Francesca Pascale su Silvio Berlusconi è sin troppo evidente. L’ex soubrette napoletana si è schierata con chiarezza a fianco dei diritti degli omosessuali e quindi una parte consistente di Forza Italia non dovrebbe mostrare delle resistenze in Parlamento. Lo stesso vale per il Movimento Cinque Stelle che sembra sensibile a un tema del genere. Poi c’è Sinistra Ecologia e Libertà che con il suo leader, Nichi Vendola, fa del tema dei diritti civili il proprio cavallo di battaglia. Tutto è possibile, anche strumentalizzare le unioni civili per fini politici e ostacolare l’azione del governo, ma è difficile che le varie forze politiche si spingano a tanto. Sarebbe imprudente, soprattutto davanti ai propri elettori.

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