Verso un nuovo partito – «Uno a uno palla al centro: dal Giornale e da tutta la grande stampa ci aspettiamo per l’adesione di Pietro Langella al gruppo del Nuovo Centrodestra al Senato la stessa enfasi dedicata alla fuoriuscita di Antonio D’Alì». Con queste parole il giornale online del Nuovo Centro Destra, “L’Occidentale”, commenta il movimento delle ultime ore da Forza Italia al partito guidato da Angelino Alfano e viceversa. Prosegue la lotta politica per ottenere l’egemonia del centrodestra e lo si fa senza esclusione di colpi. Il ministro dell’Interno considera la rifondazione di Forza Italia qualcosa senza senso e priva di prospettive, così sta provando a compattare l’area popolare. Il primo passo è la costituzione di un gruppo parlamentare unico con l’Udc e i Per l’Italia di Mario Mauro. Un cantiere sperimentale che dovrebbe essere il partito del futuro per i conservatori. Alfano e i suoi fedelissimi, come Renato Schifani, pensano in grande e così la leadership verrà discussa all’interno dei nuovi equilibri e in seguito si procederà alla formazione di un nuovo partito con tanto di nome e simbolo.

Il braccio di ferro tra Alfano e Berlusconi – Del resto si sapeva che il nome “Nuovo Centro Destra” fosse soltanto qualcosa di provvisorio. Un passaggio, un cantiere in attesa della costruzione di un edificio più grande e imponente. Indietro non si torna, anche se da Forza Italia, nell’ultimo periodo, si è cercato di convincere diversi esponenti del Ncd a tornare sui propri passi. Angelino Alfano ne è convinto e attacca il partito di Silvio Berlusconi: «Dopo i fatti di queste settimane due cose sono ormai chiare: la prima è che un ciclo è finito, una storia è finita, il centrodestra come lo conoscevamo noi non esiste più. La seconda è che la ricostruzione del centrodestra, che è sempre stato il nostro intento, è un progetto di lungo periodo, perché dopo un anno, come è evidente, le cose sono peggiorate: Forza Italia è ridotta al nove, dieci per cento e non può e non ha più alcuna voglia di vincere». A quanto pare saranno mesi decisivi per la coalizione che in questi ultimi vent’anni è stata grande protagonista della scena politica italiana. E’ in corso un braccio di ferro e il vincitore avrà il compito di disegnare i nuovi tratti della destra nazionale.

Le contraddizioni di Forza Italia – Silvio Berlusconi punta ad avere la meglio con una coalizione che sarebbe la riedizione di quello che abbiamo visto negli ultimi decenni. L’ex presidente del Consiglio vorrebbe farsi attorniare dalle cosiddette ali estreme, Lega Nord e Fratelli d’Italia. Però in un simile progetto ci sono dei paradossi, che emergono dal ruolo egemonico della compagna dell’ex premier, Francesca Pascale. La napoletana sembra intenzionata a dare una svolta “liberale” all’azione di Forza Italia (lo dimostra l’apertura verso i gay), ma una presa di posizione del genere non incontrerebbe il plauso dei partiti della destra radicale di cui il suo fidanzato vorrebbe circondarsi. In questo momento c’è molta confusione in Forza Italia e i fedelissimi, come Raffaele Fitto, sempre più infastiditi dalla “politica familiare” del partito di Berlusconi potrebbero decidere, prima o poi, di aderire al progetto alfaniano. La scommessa di Angelino Alfano è quella di creare una destra “deberlusconizzata”. Gianfranco Fini ha fallito, ma il ministro dell’Interno ha avuto l’intelligenza di agire in un altro momento storico. Un dettaglio da non sottovalutare e se non fosse per le resistenze di Berlusconi e i tentativi di ri-lanciare Forza Italia, oggi il centrodestra avrebbe un nuovo progetto e sarebbe meno disorientato.

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