Piero Dorfles, raffinato critico letterario, divenuto noto al grande pubblico grazie alla sua partecipazione al programma televisivo di Rai 3 “Per un pugno di libri”, qualche mese fa ha pubblicato per Garzanti una lista di 100 titoli che secondo lui «rendono più ricca la nostra vita», una scelta assolutamente soggettiva e personalissima di un centinaio di titoli che fanno parte sicuramente della sua ben fornita biblioteca personale. Direte la solita selezione dei libri più letti, più belli, più venduti degli ultimi dieci, cinquanta o cento anni, ma non è così. La lista di libri di Dorfles, segue sicuramente il suo gusto e predilige gli autori italiani, ma è una selezione ricca di classici, alcuni dei quali dimenticati come “I ragazzi della via Pal” e di titoli cult della letteratura occidentale che tutti dovrebbero conoscere.

Leggendo il libro di Dorfles ti viene la voglia irrefrenabile di correre al più presto in libreria/biblioteca e allungare la tua personale lista di desideri letterari, aggiungendo tutti quei romanzi che per dimenticanza non hai ancora letto. Il critico ha diviso la sua opera in dieci capitoli-temi ognuno di essi preceduto da una breve introduzione che spiega le ragioni della scelta tematica e riflette in linea generale sul ruolo della lettura e del romanzo. Nel farlo, Dorfles riconduce la scelta dei romanzi al contesto storico in cui è stato scritto o pubblicato il libro in questione e fa riferimento al presente, dimostrando così la profonda capacità del genere di comprendere un’epoca e i suoi valori, ma anche la forza dei classici di resistere allo scorrere del tempo. Tra gli autori scelti da Dorfles troviamo Shakespeare, Balzac, Dickens, London, Dostoevskij, Melville, Stevenson, Tolstoj, Verne, Conrad, Mann, Kafka e Orwell, per quanto riguarda gli stranieri.

Gli italiani, invece, Bassani, Buzzati, Calvino, Collodi, De Amicis, Fenoglio, Gadda, Carlo Levi, Primo Levi, Moravia, Pirandello, Sciascia, Svevo, Tomasi di Lampedusa e Vittorini. Poche, a nostro giudizio le scrittrici selezionate: Jane Austen, Emily Brontë, Agatha Christie, Margaret Mitchell, Elsa Morante e Mary Shelley. C’è da parte di Dorfles un’attenzione maggiore alla letteratura dell’Ottocento a discapito di quella del Novecento ma la cernita “dorflesiana” è accurata a disposizione del lettore, anche quello non specialistico, e senza alcuna presunzione di sorta, dimostra “che la lettura può essere un’esperienza in grado di arricchire le nostre vite attraverso ponti di emozioni e saperi condivisi, capace di avvicinarci” e permetterci di vivere in armonia con gli altri.

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