Temporali in arrivo, l’allerta prosegue – La notte è trascorsa tranquilla a Genova. Almeno relativamente, perché il timore che potesse succedere qualcosa da un momento all’altro ha tenuto sveglio più di qualcuno. Ha piovuto poco, quantomeno in città. Nell’entroterra, invece, i temporali sono stati più intensi, con tuoni e fulmini di certo non rassicuranti per la popolazione. I fiumi, però, se ne sono stati docilmente tra gli argini, a monte come a valle, evitando di vanificare tante ore di lavoro degli angeli del fango. L’allerta 2, il massimo grado, tuttavia persiste, perché per oggi sono previsti forti temporali in tutta la regione e il rischio idrogeologico è “rosso” da La Spezia a Savona. Solo l’imperiese, dicono dall’Arpal, desta meno preoccupazione.

Domenica a nervi tesi – Ieri, a Genova e negli altri comuni colpiti dal fango, quelli della Valle Scrivia in primis, è stata un’altra giornata di pale e stivali. Nel capoluogo, agli angeli del fango si sono uniti circa 200 militari dell’esercito, che si sono concentrati nella zona di Foce e a monte di Brignole. Altri 430 – secondo il ministro Pinotti – sarebbero pronti ad arrivare in caso di necessità. Intanto nel pomeriggio, in corso Buenos Aires, si è alzata la tensione tra i cittadini in strada e la polizia, accusata di avere le divise troppo candide: parole grosse, faccia a faccia a muso duro, urla, ma tutto sotto controllo. Peggio è andata al sindaco Rossi Doria, che in mattinata ha visitato le zone alluvionate. Insulti e tanta rabbia , tra un “vai a casa!” e un “prendi la pala e lavora!”. Le richieste di dimissioni il primo cittadino le ha prese sul serio: “posso anche pensarci – ha detto – e se fossi sicuro che le mie dimissioni accelerassero le procedure per gli interventi lo farei anche subito”. Peccato che, ad esempio sullo sblocco dei 35 milioni stanziati nel 2012 e per l’avvio dei cantieri nonostante il TAR, lui potesse farci oggettivamente quasi nulla, non essendo quelle opere del Comune.

Gli effetti differiti dell’alluvione – Ciò che più ha indispettito la cittadinanza, tuttavia, sono stati quei “dobbiamo cambiare sistema” pronunciati durante il suo giro. La popolazione, esasperata, non è stata troppo a sindacare sul riferimento di quel “noi” e ha fatto notare come il sistema degli angeli del fango funzioni molto bene, mentre quello delle istituzioni avrebbe potuto evitare l’alluvione e contribuire maggiormente, e in tempi più rapidi, dopo le esondazioni. Gli effetti delle quali si sono fatti sentire ancora ieri, con segnalazioni di crolli nelle cantine e nei garages in alcune abitazioni affacciate su corso Torino, l’evacuazione di 60 famiglie a San Quirico e otto in via Bobbio, nella zona di Marassi. Il rigonfiamento di un corso d’acqua sotto la strada e il rischio di frane le rispettive motivazioni degli sgomberi. Tutto ciò mentre le gru della Croce Rossa si sono date un gran da fare a rimuovere le auto alluvionate rimaste ancora nei cortili di molti condomini. Piazzale Kennedy la loro ultima destinazione prima della rottamazione.

Quel post di Renzi su Genova – E, a proposito di rottamazione, ieri è intervenuto anche il presidente del consiglio Matteo Renzi, che su quella parola ha costruito le sue fortune e molte aspettative. In un lungo post su Facebook ha ringraziato gli angeli del fango e ha scritto che la loro stessa determinazione deve essere messa per sbloccare i denari già stanziati, ma bloccati dalla burocrazia, per la prevenzione e la messa in sicurezza delle zone a rischio. Renzi ha parlato di due miliardi che verranno finalmente liberati dalle sabbie mobili e messi a disposizione della lotta al fango. Nel frattempo, però, c’è da fronteggiare ancora l’emergenza, ma oggi, a differenza di giovedì scorso, sono tutti pronti al peggio. Nella speranza, quella sempre presente, che le previsioni siano di nuovo sbagliate, stavolta nel verso auspicato dalla popolazione della Liguria.

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[Alluvione a Genova – reportage a cura di Vito Costa / (CC) Blogtaormina, 2014]

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