L’Europa è pronta a gestire l’emergenza? – L’emergenza del virus Ebola prosegue in Africa (Liberia, Sierra Leone e Guinea). Aumentano i morti e ci sono alcuni casi in Spagna e negli Stati Uniti. La situazione non è delle migliori, perché non è stata ancora trovata una cura efficace e il rischio che ci siano altri morti è alto. Come detto nei giorni precedenti, anche nel mondo del calcio c’è paura e la Coppa d’Africa in programma nei prossimi mesi, con ogni probabilità, dovrebbe essere rimandata. Rischiare, in un contesto del genere, sarebbe folle. Il calcio può attendere. C’è altro di cui preoccuparsi. I casi di Dallas e Madrid hanno introdotto il timore di contagio in Occidente. Le autorità e i semplici cittadini hanno iniziato a interrogarsi sull’efficacia delle misure precauzionali. L’Europa, per esempio, è pronta a gestire una crisi del genere? Gli ospedali hanno le strutture adeguate per isolare gli eventuali contagiati? I ministri della Salute del vecchio continente, al momento, non entrano nello specifico e tendono soltanto a rassicurare la popolazione.

Le solite accuse alle case farmaceutiche – In Germania l’opinione pubblica ha denunciato la mancanza di un piano concreto di fronte a un’eventuale crisi. E’ il quotidiano “Sueddeutsche Zeitung” a preoccuparsi della situazione degli ospedali tedeschi che, tra Berlino, Dusseldorf, Francoforte, Amburgo, Lipsia, Monaco e Stoccarda, non hanno ancora messo a punto dei posti letto per ospitare i possibili pazienti affetti da Ebola. Bisogna rimanere sul chi va là. Non abbassare la guardia e investire denaro nelle strutture ospedaliere. E’ questo il monito del giornale teutonico. Del resto l’epidemia in Africa occidentale è in rapida espansione. I morti sono più di 4 mila e i paesi europei devono essere in grado di preparare un piano di emergenza, anche per tranquillizzare la popolazione. Già, le persone in questi ultimi giorni sembrano nel panico e avanzano ipotesi improbabili. Se l’Ebola è contagiosa, anche la paura e le tesi complottiste lo sono. Già da diverse settimane, infatti, il virus Ebola è considerato un qualcosa creato dall’uomo per far incrementare il profitto delle case farmaceutiche. E’ l’ipotesi che va più di moda, secondo la quale le “sporche e cattive” case farmaceutiche hanno l’obiettivo di vendere i futuri vaccini e fare profitti miliardari.

Dagli zombie all’eugenetica fino alla punizione divina – E allora, per gli appassionati del genere, i medici di Emergency nei paesi africani e le persone che muoiono per le strade, fanno parte di un grande reality show. Certo, i film sono molto belli. Però occorre distinguere tra la fantasia e il reale. Con un pensiero del genere non saranno d’accordo gli appassionati di zombie. Si, avete capito bene. Alcuni giornali della Liberia avrebbero diffuso la notizia di donne nella contea di Nimba, Dorris Quoi e Ma Kebeh che sarebbero state prima dichiarate morte a seguito dell’infezione e che poi sarebbero state riviste camminare per strada. No, non si tratta di “The Walking Dead”. Questa informazione, frutto di errori medici o di testimonianze fantasiose, sintetizza bene a cosa sta portando il timore per il virus Ebola. Sui social network si è aperto un dibattito sul tema e molte persone desiderano «vederci chiaro sugli zombie». La finzione supera la realtà e a proposito di complotti è simpatica anche la teoria sull’eugenetica, che considera l’Ebola una sorta di strumento politico per selezionare e far diminuire la popolazione di pelle nera. E infine non poteva mancare il complotto religioso. L’Ebola, sostengono leader religiosi cristiani della Liberia, è la punizione di Dio contro l’omosessualità dilagante. A quanto pare il virus ha iniziato a mietere vittime anche tra i neuroni. Si salvi chi può!

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