Più like, più popolarità – Quando si scorre la home di facebook, oppure di un altro social network, si possono notare alcune foto di persone, presenti nella nostra cerchia di amici, che sembrano perfette. «Quanto sei bella» o «quanto sei bello» sono i primi commenti che provocano alcune immagini, oltre ad avere decine e decine di «mi piace». L’obiettivo è proprio quello. Avere più like possibili con tanto di commenti, per poi un giorno essere notati da qualcuno e intraprendere una carriera da “personaggio famoso”. Molte ragazzine sono animate da un sogno del genere e allora modificano le loro foto. Anche se non ce ne sarebbe bisogno. Possono essere carine, ma quella piccola imperfezione deve essere eliminata a qualunque costo. Allora ecco che la tecnologia giunge in loro soccorso e tramite vari programmi riescono a sembrare delle vere e proprie miss. Certo, poi se si riesce a incontrarle dal vivo si rimarrà, dipende dai singoli casi, un po’ delusi. Si noterà la differenza.

Mai mostrare i propri difetti sui social network – Ma a loro non importa. C’è qualcosa di più rilevante: apparire, mostrarsi tramite i nuovi mezzi di comunicazione. Prima c’era la tv e oggi c’è internet, ma il pensiero che anima molte persone è sempre lo stesso. Mostrarsi perfetti, senza nessuna imperfezione, come se fossero dei robot. Eccola la società iper-tecnologica e i suoi effetti sulle persone. Ci si comporta come degli automi e anche fisicamente si pretende di raggiungere una sorta di equilibro trascendentale. Guai a mostrare qualche mancanza fisica sui social. Così i brufoli, i chili in più o un seno poco prosperoso sono oggetto di modifiche tramite i programmi del proprio computer. C’è la ragazza di 100 chili che sembra averne almeno 40 in meno e poi c’è la ragazza magra, che non avrebbe bisogno di altro e invece si intestardisce a scorgere qualche difetto da cancellare. Ecco, molte persone si considerano una sorta di disegno sul quale è possibile cancellare le imperfezioni tramite una gomma.

Appaio dunque sono – E’ un’illusione, perché è un qualcosa che può essere fatto nel mondo virtuale. In quello reale, di tutti i giorni, la storia cambia. La natura è quella e non può subire delle alterazioni, per fortuna. Si, perché in questo vortice tecnologico senza ratio si è smarrito il senso di umanità, con tutto quello che ne comporta. Non siamo essere perfetti e cercare di raggiungere un concetto del genere è pura utopia. Siamo degli essere finiti e non infiniti. Siamo mortali. Al di là di tutto ciò, queste foto mostrano un’altra caratteristica interessante. Noterete autentici sconosciuti che si fanno dei selfie come se fossero delle celebrità (con tanto di labbra a “culo di gallina”). E’ la degenerazione del protagonismo. C’è un disperato bisogno di stare al centro dell’attenzione, di essere notati, di ottenere più like possibili ai propri stati, foto o video. Si deve essere popolari per essere qualcuno, altrimenti ci si sente delle persone qualunque. E’ una tortura comunicativa, una propaganda maldestra e figlia di quello che è successo nel Novecento.

La politica nell’era di facebook – Purtroppo ne siamo tutti coinvolti e vale anche per i partiti politici, che quando organizzano convegni o manifestazioni di piazza che sono un vero e proprio flop, fanno uso di programmi per modificare la realtà e dare l’illusione, a chi vedrà il servizio al telegiornale o leggerà un quotidiano, di una grande presenza di pubblico. E’ il caso della festa di questi giorni del Movimento Cinque Stella a Roma, al Circo Massimo, che come hanno mostrato le foto di diversi quotidiani nazionali, non ha avuto una grande presenza di pubblico. Invece grillini e simpatizzanti hanno iniziato a diffondere immagini opposte, in cui di fronte al palco c’erano centinaia e migliaia di persone. Bisogna illudere, in ogni campo. Occorre dimostrare altro, allontanarsi dalla realtà. Far vedere che si è di moda, seguiti da migliaia di persone. E’ la massa che ci da credibilità, non più le idee e la ragione. E’ l’età di facebook e anche la politica, implicitamente, viene condizionata.

© Riproduzione Riservata

Commenti