Il countdown di Crocetta – Il presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta, ha una data in testa che lo preoccupa e non poco. Si tratta del 22 ottobre, quando il principale partito d’opposizione, Forza Italia, dovrebbe presentare una mozione di sfiducia per il governatore. L’obiettivo di Crocetta, considerando i numeri esigui e le liti nel Partito Democratico, è quello di convincere i forzisti a fare un passo indietro e interrompere la raccolta firme di questi giorni. L’ex sindaco di Gela traballa e il suo primo ostacolo sarà quello di mercoledì prossimo, quando l’Ars discuterà sulla mozione di censura all’assessore alla Formazione Nelli Scilabra. Un passaggio decisivo, perché da come si evolverà la situazione si comprenderà il futuro di Rosario Crocetta. Il vulcanico politico siciliano, però, non ci sta. Non vuole porre fine alla sua esperienza come governatore e così qualche giorno fa, per la precisione mercoledì, ha incontrato in un hotel a Roma il coordinatore regionale di Forza Italia, Vincenzo Gibiino.

Quell’incontro romano con il senatore Gibiino – L’uomo di fiducia di Silvio Berlusconi in Sicilia ha partecipato a un incontro con Crocetta e il senatore del Partito Democratico Giuseppe Lumia. Una chiacchierata informale dove il governatore del Megafono ha messo sul tavolo delle trattative la vicepresidenza dell’Ars, che in questi giorni dovrà essere rinnovata. Il presidente Crocetta sarebbe disposto a cederla a Forza Italia, purché il partito di centrodestra decida di non presentare una mozione di sfiducia. Un’offerta, quella di Crocetta, che sembra un voler tastare il terreno. Un eventuale interessamento dei forzisti potrebbe dare uno spiraglio nelle trattative sul ritiro della sfiducia e forse, chissà, su una nuova maggioranza. Però il senatore Gibiino sembra aver rifiutato qualsiasi offerta. Dagli ambienti di Forza Italia c’è chiusura verso Crocetta e il suo tentativo di resistere alla presidenza della regione Sicilia. La strategia di FI è chiara. Chiudere al più presto il capitolo Crocetta e riconquistare l’isola per far ripartire un progetto di centrodestra da diffondere, in seguito, nel resto d’Italia.

Forza Italia e la sfiducia al governatore – Il senatore Vincenzo Gibiino, a questo punto, si trova in una posizione di forza. Può giocare un ruolo chiave nell’immediato futuro della sua Sicilia e potrebbe essere uno dei nomi sui quali la destra punterà per riappropriarsi del Palazzo dei Normanni. Forse è anche per questo che il coordinatore regionale di Forza Italia, durante l’incontro in hotel con Crocetta, non si è fatto convincere dai temi esposti dal presidente. Non c’è crisi finanziaria o rischio di commissariamento da parte del governo nazionale che tenga. Forza Italia sembra voler proseguire sulla sua strada, anche se il governatore ha promesso di creare un’agenzia unica per la formazione per risolvere la questione dei formatori siciliani. Niente, neanche questo tema è servito a Gibiino per fare un passo indietro e su Crocetta è stato lapidario: «Confermo ciò che penso di Crocetta, uomo intelligente, pessimo amministratore». A quanto pare il viaggio romano non è stato proficuo per il governatore siciliano.

Verso l’abolizione del ticket regionale – Ma Crocetta non si arrende e così prova a rilanciare la sua azione politica. Proprio nelle ultime ore, infatti, ha annunciato l’abolizione del ticket regionale per le visite specialistiche, oltre al licenziamento di 89 lavoratori della Seus, la società che gestisce il 118 nell’isola,  perché condannati o privi di requisiti morali. «Con l’assessore Borsellino in relazione ai risparmi che stiamo accertando abbiamo predisposto il decreto che consente di abolire i ticket per le visite specialistiche in Sicilia previsti a livello regionale. Siccome stiamo risparmiando, i primi beneficiari devono essere i cittadini. Non possiamo abolire il ticket nazionale, sarà abolito quello aggiuntivo regionale per le visite specialistiche. Resta la quota nazionale di 10 euro, ma sarà eliminato un inutile balzello che dura da dieci anni consentendo un risparmio per gli utenti del 10 per cento». Il presidente ha confermato, inoltre, che lunedì presenterà un piano ai sindacati per provare a risolvere la questione della formazione: «Stiamo predisponendo delle norme per istituire un’agenzia della formazione che dovrá gestire le criticità sulla mobilità dei lavoratori, ad esempio in caso di revoca degli affidamenti o mancata aggiudicazione di un corso».

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