La Guzzanti e i diritti dei mafiosi – Le parole di Sabina Guzzanti su Riina, Bagarella e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, hanno provocato una serie infinita di polemiche. Non poteva essere altrimenti, perché la comica ha scritto su twitter: «Solidarietà a Riina e Bagarella privati di un loro diritto. I traditori nelle istituzioni ci fanno più schifo dei mafiosi”.


L’autrice del film “La trattativa” ha lanciato una sorta di provocazione in merito alla decisione della Corte d’Assise di Palermo di non autorizzare gli imputati Salvatore Riina e Leoluca Bagarella ad assistere in videoconferenza all’udienza del 28 ottobre al Quirinale, durante la quale si svolgerà l’audizione del capo dello Stato. La Guzzanti è un fiume in piena e commentando le numerose critiche che ha ricevuto sul social network ha aggiunto: «Le stragi sono state progettate all’interno delle istituzioni. I mandanti sono colpevoli quanto gli esecutori. #Napolitano testimonia».


Le conseguenze della mancanza di ispirazione – Se in questi venti anni il bersaglio della sorella di Corrado Guzzanti è stato Silvio Berlusconi, intorno al quale ha cercato di costruire le sue fortune, oggi, con un po’ di smarrimento politico e per evidente assenza di ispirazione, la comica ha deciso di puntare il dito contro il presidente Giorgio Napolitano. Lo fa con parole pesanti, gravi. Affermazioni che fanno riflettere e pongono qualche interrogativo: in questo Paese esiste ancora il reato di vilipendio nei confronti della massima carica dello Stato? Forse la Guzzanti la passerà liscia, come molte altre persone balzate agli onori della cronaca per prese di posizione alquanto infelici. Quello che colpisce di un simile pensiero, però, non si riduce soltanto al tweet. Tra le righe viene espresso un concetto molto più profondo e nello stesso tempo preoccupante. Viene ridimensionato il ruolo della mafia e dei suoi capi (si parla di diritti) e la massima carica dello Stato dovrebbe piegarsi a essere ascoltata in videoconferenza da degli assassini.

«Quali sono i diritti di Riina e Bagarella che bisogna difendere?» – Siamo alla follia pura, alla perdita dei valori fondamentali che hanno costituito il sistema repubblicano dell’Italia. Sostenere quello che ha detto Sabina Guzzanti, in effetti, equivale a voler umiliare non tanto la figura di Napolitano in quanto tale, bensì il ruolo che rappresenta. La parabola involutiva della comica e regista italiana è stata criticata con fermezza da Maria Falcone: «E’ una cosa vergognosa che non voglio commentare. Preferisco ricordare chi sono Riina e Bagarella: sono quelli che hanno ammazzato non solo Falcone e Borsellino, ma decine di agenti e uomini dello Stato. Quali sono i diritti di Riina e Bagarella che bisogna difendere? Si difendono i diritti di queste persone e non quelli dei magistrati che hanno emesso la sentenza, quelli del capo dello Stato e dello Stato che rappresenta. E’ una cosa obbrobriosa, per la quale non bastano gli aggettivi dispregiativi».

Le critiche di Pd e FI. La difesa del M5s – Anche il mondo della politica ha risposto alle parole della Guzzanti e il presidente del Partito Democratico, Matteo Orfini, ha cinguettato: «La Guzzanti che esprime solidarietà a Riina dimostra che la crisi di una certa cultura di sinistra è ormai irreversibile». Rincara la dose Daniela Santanchè, esponente di Forza Italia: «Sabina si è bevuta il cervello. Per convincere qualcuno ad andare a vedere La trattativa ci si inventa di tutto, si arriva persino a legittimare due boss. La paladina della libertà di espressione stavolta l’ha fatta grossa. Vergogna!». Soltanto il Movimento Cinque Stelle, nel nome del complottismo duro e puro, fa quadrato intorno a Sabina Guzzanti. La regista ha scritto quelle frasi su twitter per fare pubblicità al suo film, che fino alla giornata di ieri era relegato in un angolo?   E’ impossibile pronunciarsi con certezza, ma se così fosse sarebbe un giocare scorretto, un infangare tutto il resto in nome dell’interesse personale. Chissà se si tratta di un brutto incubo. Forse Sabina Guzzanti si sveglierà e capirà di non essere Michael Moore. La delusione sarà tanta, ma almeno si lascerà girare i docufilms a un professionista.

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[Foto Piergiorgio Pirrone/LaPresse 03-09-2014 Lido di Venezia spettacolo – 71esima mostra di Venezia, photocall del film ‘La Trattativa’ nella foto: Sabina Guzzanti]

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