La campagna del Wwf – «L’Italia è il paese di navigatori, poeti e santi. Riguardo ai navigatori, le pagine di cronaca dei nostri quotidiani ci confermano che il settore della navigazione non sforna più illustri nocchieri. Come poeti siamo insuperabili, basti pensare che il petrolio si coltiva e gli impianti si dicono di coltivazione. Riguardo ai santi…non ci rimane che affidarci a loro in caso le coltivazioni vadano male». Con queste parole, Marco Costantini, responsabile mare Wwf Italia, parla della campagna della sua associazione contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia. E’ una tematica molto sentita nell’isola e anche a livello mediatico si è scomodato il romano Luca Zingaretti, attore che personifica il commissario siciliano di polizia Salvo Montalbano, che ha lanciato il proprio appello in difesa del mar Mediterraneo. «Un mare prezioso, importante che ha nel Canale di Sicilia il cuore pulsante», ha detto Zingaretti.

L’appello di Zingaretti e le parole del sindaco Orlando – «Le trivellazioni e lo sversamento – ha aggiunto l’attore – comporterebbero danni irreparabili in tutte le coste del mar Mediterraneo, che è un mare chiuso». Luca Zingaretti nel video del Wwf invita le cittadine e i cittadini a firmare la petizione dell’associazione ambientalista entro il 24 ottobre contro le trivelle, per il Parco marino di Pantelleria. L’obiettivo è rendere consapevoli i siciliani del pericolo che corre la loro terra e per questo il Wwf li invita a mettere una firma all’indirizzo wwf.it/ilpetroliomistastretto. Non solo il mondo dell’associazionismo e quello culturale si stanno spendendo per questa battaglia. Anche il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani, Leoluca Orlando, ha voluto dire la sua: «Dopo essere stati capofila nel ricorso al Tar, depositato il mese scorso, contro il progetto di off-shore ibleo e aver dato il patrocinio all’iniziativa che si svolgerà domani sulla nave di Greenpeace a Licata, riteniamo molto importante che l’Anci Sicilia continui ad avere un ruolo di rilievo in questa battaglia contro le trivelle per difendere le coste della nostra Isola in piena sintonia con i comuni interessati, ovvero Gela, Butera, Licata, Agrigento, Palma di Montechiaro, Acate, Vittoria, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli».

Il M5s e le accuse al governo Renzi – Il pericolo è reale, perché lo Sblocca Italia varato dal governo di Matteo Renzi ha dato il via libera a eventuali ricerche di risorse petrolifere anche nel Canale di Sicilia. Sul piede di guerra, neanche a dirlo, ci sono i grillini che con Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana, hanno detto: «Con un colpo di spugna l’esecutivo Renzi spazza via una legge che blindava le coste più pregiate della Sicilia e rischia di spalancare i cancelli alle trivelle. E’ vergognoso che si possa solo lontanamente pensare ad una eventualità del genere. Mi limito soltanto a ricordare che nelle Egadi sorge la più grande area marina protetta d’Europa. Sarebbe questo il modello di tutela ambientale che offre il governo nazionale?».

I dubbi del Pd Sicilia – Critiche e perplessità arrivano anche dal Partito Democratico siciliano. A parlare è la deputata regionale Antonella Milazzo, che in una mozione sottoscritta dal presidente del gruppo Pd, Baldo Gucciardi, e da Marika Cirone, Fabrizio Ferrandelli, Mariella Maggio, Filippo Panarello e Giovanni Panepinto, ha espresso grande preoccupazione per le decisioni dell’esecutivo di larghe intese: «Con il decreto Sblocca Italia, che definisce l’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi come attività di pubblica utilità, urgenti e indifferibili, avviene un vero e proprio esproprio delle competenze della Regione in materia di tutela ambientale. Tutto ciò apre la strada alla deregolamentazione dell’estrazione e ricerca di gas e petrolio, mettendo nelle mani del Ministero dell’Ambiente l’iter dei procedimenti di valutazione ambientale».

© Riproduzione Riservata

Commenti