Il tema centrale della campagna elettorale di Accorinti – Il bene comune è un concetto che affonda le radici nel tempo. E’ stato oggetto di speculazioni filosofiche, storiche e sociologiche. Secondo alcuni pensatori come Hegel, per esempio, una sola persona nella sua individualità sociale non può avere alcuna rilevanza. Ciò che conta è la collettività e le sue esigenze. E’ chiaro che l’idea di bene comune viene proprio da qua e così oggi il bene in comune è un qualcosa utilizzato da più individui. La condivisione e il sentirsi parte di un progetto più ampio, sono gli aspetti che hanno fatto diventare questo tema centrale nella società contemporanea. L’obiettivo è trasformare una città in grado di riappropriarsi di se stessa, un luogo che inizia a prendersi cura di se. Una visione della realtà abbracciata, in tempi non sospetti, anche dall’attuale sindaco di Messina, Renato Accorinti, che ha fatto di un pensiero del genere la chiave del programma elettorale che l’ha condotto a Palazzo Zanca.

Se il sindaco fa soltanto l’educatore – Sono trascorsi diversi mesi dall’incredibile vittoria al ballottaggio della lista civica del primo cittadino Accorinti, contro il candidato del Partito Democratico Felice Calabrò. Eppure del bene comune non c’è traccia. A quanto pare, al momento, è rimasto nella teoria dell’amministrazione comunale. In pratica non si è fatto molto, anzi nulla. Se è vero che un’idea del genere deve essere trasmessa in primis ai bambini, ovvero ai cittadini di domani, bisognerebbe affiancare a un’azione pedagogica e civica degli interventi concreti sul territorio. Del resto un sindaco non può soltanto svolgere il ruolo di educatore. In questo caso dovrebbe fare un altro mestiere. Il pensiero secondo il quale non si deve curare una villa o sistemare un’aiuola, perché l’inciviltà del cittadino medio la distruggerebbe nel giro di pochi giorni, è sbagliata. E’ come arrendersi di fronte l’evidenza.

Dalla circonvallazione al faro fino allo svincolo di San Filippo – Un’amministrazione degna di questo nome, invece, dovrebbe agire su due fronti. Educare tramite azioni concrete in città. Purtroppo a Messina non è un pensiero condiviso e allora capita di attraversare la circonvallazione con il proprio mezzo e di dover stare attenti alle radici degli alberi, che hanno alzato il manto stradale creando dei veri e propri dossi. Un pericolo soprattutto per i motociclisti. Il disinteresse è grande protagonista anche a nord di Messina. La zona del faro, uno dei luoghi panoramici più belli e affascinanti della Sicilia, è abbandonato a se stesso tra sporcizia e scarsa manutenzione. La storia non cambia nella parte sud della città dello Stretto. Lo svincolo di San Filippo è uno dei simboli del degrado. Appena si esce dall’autostrada, in lontananza, si vede il blu del mare e la Calabria, ma dopo qualche istante ci si guarda intorno e si nota la mancata illuminazione dello svincolo, le pessime condizioni della strada e le erbacce che quasi ostacolano il passaggio dei vari mezzi. Qualcosa potrebbe cambiare nei prossimi mesi, perché se non si dovessero risolvere le criticità della zona, lo stadio San Filippo non potrà ottenere l’aumento di capienza in vista degli attesi concerti della prossima estate. Però la situazione, a Messina, è allarmante e il bene comune diventa utopia, un semplice cartello elettorale.

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