Fogli contro il presidente Grasso – Il primo «si» ottenuto dal governo sul Jobs act in Senato è arrivato, come previsto, nelle ultime ore, anche se con un evidente ritardo causato dalle proteste, dalle urla e dal caos provocato soprattutto dai senatori del Movimento Cinque Stelle. Una vera e propria bagarre. Nulla di nuovo da quando è iniziata la legislatura, ma in questo caso i grillini hanno esagerato. Tutto è iniziato quando il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha presentato all’aula di Palazzo Madama il maxiemedamento. La voce del membro del governo di larghe intese viene scavalcata da grida e da insulti. Mostrano i soliti cartelli contro l’esecutivo e poi se la prendono con il presidente Pietro Grasso che viene sfiorato da un insieme di fogli lanciati da Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord, che subito dopo si giustifica: «E’ stato un momento di nervosismo. Grasso ha fatto carta straccia del regolamento, gliel’ho lanciato, è vero, ma non volevo fargli male, ho buona mira e sapevo che non l’avrei colpito».

Le scenette di Petrocelli e il corpo a corpo a sinistra – Se i senatori del Carroccio hanno lanciato fogli verso la presidenza, gli stellati hanno indirizzato monetine verso i banchi del governo. In questo caso è stato il capogruppo del M5s, Vito Petrocelli, a portare alla postazione dell’esecutivo 30 centesimi che, secondo lui, rappresenterebbero i trenta denari per cui Giuda ha tradito. E’ proprio l’esponente stellato, triste protagonista della giornata di ieri, a dirigere i professionisti del disordine del suo partito e infatti il presidente Grasso lo espelle dall’aula. La situazione, però, non cambia. Quando il ministro Maria Elena Boschi ha presentato, alla ripresa dei lavori, un maxiemendamento sostitutivo del Jobs act e ha posto la fiducia su questo testo, i Cinque Stelle hanno ripreso a gridare: «Fuori», «a casa». Al teatrino della politica hanno partecipato anche il Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà con la senatrice Loredana De Petris, protagonista di un corpo a corpo con il collega del Pd Roberto Cociancich.

Petrocelli attacca Grasso – Tra i due litiganti, però, il terzo si fa male e così la senatrice del Pd Fattorini è stata colpita a un polso, mentre la De Pretis si è giustificata dopo lo spiacevole incidente. Intanto dal blog di Beppe Grillo il capogruppo del M5s, Vito Petrocelli, accusa Grasso e la decisione di espellerlo dall’aula del Senato: «Sono stato buttato fuori dall’Aula per aver esposto in Senato un foglio bianco. Per aver detto che quel foglio è bianco come la delega che il governo riceve per maltrattare e cancellare i diritti di tutti i lavoratori. Per questo è stato buttato fuori il capogruppo del M5S che io oggi rappresento. Il foglio rappresenta la delega in bianco che il governo vuole farci firmare con la fiducia sul Jobs Act. Per la prima volta un capogruppo viene espulso dal Senato per aver mostrato un cartello perfettamente bianco, rasentiamo l’assurdo».

Esperti nel fare confusione – Già, l’assurdo. Bisognerebbe capire se le elettrici e gli elettori italiani hanno votato i loro rappresentati, soprattutto in un momento così delicato, soltanto per protestare e fare confusione per cercare visibilità. Il M5s, uno dei partiti più grandi in questa legislatura, non ha bisogno di anticipare la festa del Circo Massimo a Palazzo Madama. Non gli serve ancora altra notorietà. I suoi rappresentanti, ogni giorno, sono presenti nei vari telegiornali. E quindi dovrebbero fare proposte e non proteste. Dovrebbero costruire e non distruggere. Dovrebbero utilizzare la loro importante percentuale per trovare delle intese in Parlamento e realizzare alcuni punti presenti nel loro programma. Oppure pensano che sono stati eletti per urlare alla luna? Per fare questo è sufficiente partecipare a uno spettacolo del loro guru.

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