La noia delle serie tv italiane – Quando la sera, dopo una giornata di lavoro o di studio, capita di fare un po’ di zapping ci si imbatte in diverse serie televisive. Rai, Mediaset e La7 fanno a gara, anche in questo ambito, per attrarre spettatori con le loro offerte. Al di là delle proposte sportive, giornalistiche e di intrattenimento, quello che suscita curiosità nelle cittadine e nei cittadini sono le fiction. Un qualcosa di grande successo in Italia, ma gli argomenti trattati sono sempre gli stessi. Parroci, commissari di polizia e medici sembrano essere gli unici protagonisti da proporre al pubblico. Si cambia la trama, ma la chiave di lettura è uguale. Certo, se il commissario di polizia è il siciliano Montalbano non ci si annoia. Una serie tv particolare e mai banale. Il resto, invece, è poca roba. Si susseguono stagioni su stagioni. Dei don Matteo si è perso il conto, tanto per fare un esempio.

Quando la Rai aveva un altro palinsesto – Un discorso del genere vale anche per i medici, che tra famiglie e altro hanno smarrito il senso originario delle prime serie. Eccolo un altro problema. Trascinare fino all’estremo le fiction cambiando personaggi e non preoccupandosi dello smarrimento del pubblico che si era affezionato a diversi protagonisti. Gli autori delle serie tv made in Italy sarebbero disposti a tutto pur di allungare il brodo fino all’inverosimile. Non vorrei cadere nel vintage e nella nostalgia, ma la Rai, in particolar modo, una volta creava un palinsesto differente. Gli sceneggiati storici romanzati erano frequenti e tutti di grande successo. Si risponderà che le esigenze del mercato sono cambiate e le persone cercano altro. E’ vero, non ci sono dubbi che ci troviamo immersi in un’epoca condizionata con forza dall’avvento delle nuove tecnologie e dalla velocità del continuo e inarrestabile cambiamento. Come si potrebbe negarlo?

“I Tudors” e “I Borgia”, il successo delle serie tv di storia – Però non è questo il punto. Non lo è soprattutto se, come si usa fare in un mondo globalizzato, si guarda agli altri paesi. Le sit-com sono di moda e non si limitano a parlare di argomenti sempre uguali. Gli esempi non mancano. “Perception”, “The Big Bang Theory”, “La vita secondo Jim”, “The Walking dead” e la lista sarebbe ancora lunga. E’ anche vero che la storia delle serie tv americane, in particolar modo, ha una tradizione che racchiude “Happy days” e “I Robinson”. Non c’è paragone con il nostro Paese. Eppure si potrebbe fare un legame tra le due realtà. Nell’ultimo periodo vanno di moda le serie tv con sfondo storico. “I Tudors” è una serie tv di produzione britannica, statunitense e canadese e racconta, in chiave romanzata, il regno di Enrico VIII. A proposito di successi si deve citare anche la serie tv “I Borgia” che è nata in Francia, ma che è stata girata in diverse parti d’Europa. Il pubblico ha dimostrato di apprezzare questo ritorno al passato, ma in Italia si fa finta di nulla, si continua a produrre serie tv di scarso interesse, ignorando quello che succede nel resto d’Europa e nel mondo occidentale. Peccato, perché almeno in questo eravamo stati dei pionieri, fin quando, venti anni fa, abbiamo deciso di dedicarci a tutt’altro.

© Riproduzione Riservata

Commenti