Tutti ricorderanno la storiella delle cose importanti da conservare in un vaso che serve a far capire l’importanza delle cose fondamentali per ognuno. È stata riproposta in tutte le salse. C’è chi racconta di un professore universitario, chi di una maestra delle elementari, ma alla fine si tratta di un racconto zen in cui il maestro continua a chiedere agli allievi, mettendo mano a mano dei piccoli oggetti in un contenitore, quando ritengono che il contenitore sia pieno; il tutto per arrivare a comprendere che prima di tutto occorre riempire la propria esistenza delle poche cose fondamentali che veramente sono importanti, e poi si può aggiungere tutto il resto che, per quanto gradevole e accattivante possa essere, per quanto possa rappresentare una fonte di piacere. non avrà mai il valore degli aspetti di fondo su cui poggia una vita “vera”.

Volendo utilizzare la metafora di questo racconto zen e far corrispondere le cose importanti della propria vita a quelle che conviene conservare nello scrigno del proprio sapere, nel proprio cassetto culturale, tutte le parole sono degne di nota, ma sono solo pietrisco, o sabbia. Le parole della filosofia invece corrispondono ai valori basilari. Le parole sono pietre, ma quelle della filosofia sono macigni, e nel caso particolare di quest’anno in cui si svolge l’undicesima edizione del ”Festival della Filosofia in Magna Grecia”, saranno precisamente dei sassi, i Sassi di Matera.

La Basilicata infatti ospiterà l’ultima edizione del ”Festival della Filosofia in Magna Grecia”, che è vero e proprio viaggio didattico e culturale dedicato ai ragazzi delle scuole e dei Licei, che mette insieme proposte culturali e di sviluppo attraverso la riscoperta e la riqualificazione del territorio. Questo attraverso la riscoperta della cultura e dei luoghi del Mezzogiorno che sono stati senza dubbio alcuno la culla del pensiero occidentale. Il tema dei quattro giorni dell’undicesima edizione sarà ”Uno, parimpari”, con un chiaro richiamo ai pitagorici, e le attività si svolgeranno tra Metaponto di Bernalda, Matera, Aliano e Sant’Arcangelo dal 13 a 16 ottobre. Il Festival nacque nel 2008 nel Salernitano da un’idea di Giuseppina Russo, precisamente ad Ascea, più nota a filosofi e ad archeologi come Velia. Lì i ragazzi hanno trovato il primo “peripato” che li ha ospitati per questo viaggio che è nato come un percorso di crescita esperienziale, teso alla rilettura dei luoghi e degli spazi dove è nata la filosofia, proposta in una chiave nuova, colta, diversa e fascinosa, che si compone appunto di passeggiate filosofiche, concorsi a tema, dialoghi, laboratori interdisciplinari, incontri a tema e tavole rotonde.

La dott. Giuseppina Russo che è una delle “madri” di questa idea ci tiene a sottolineare che “ la filosofia non è un bagaglio di pochi; non corrisponde ad un sapere conservato in una torre di avorio cui hanno accesso pochi eletti, ma è una cosa che trova la sua reale essenza quando si fa per strada”.

La filosofia appartiene all’uomo, anzi già un bambino con le dovute cautele con cui intendere la parola, è in grado di filosofare.

E infatti è da lì, dall’istinto di un bambino, dagli albori dell’uomo che nasce Ma quando nasce l’impulso a filosofare. Appena soddisfatti i bisogni materiali, smettendo di leggere la realtà e l’esistenza umana attraverso il mito, si è iniziato a cercare le cause prime dell’universo. E secondo Platone e Aristotele è nato tutto dalla meraviglia che prova l’uomo quando si trova davanti all’universo come un Tutto e si chiede quale ne sia l’origine e il fondamento, e quale posto occupi nell’ universo il piccolo granellino del suo essere.

“Ad un saper essere deve corrispondere un saper fare” – ha proseguito la Russo. Volendo intendere crediamo che quello che può diventare un sasso importante nel barattolo della propria cultura è una filosofia che si oggettiva, e si fa pratica nella vita. Il saper essere che poi corrisponde a trovare consapevolezza di sé nel tentativo di rispondere alle grandi domande, è ciò che contiene i segni del proprio fare, e annuncia le direzioni che si prenderanno lungo la strada della vita, esattamente come “ già nella fonte è inscritto il destino del proprio sgorgare”.

La filosofia serve per stare meglio, anzi per “essere” meglio, per capire quale è il nostro bene; serve quindi per ciò che con le parole della quotidianità viene chiamato benessere. Ecco la ragione per cui vale la pena di occuparsi di speculazioni intorno alle quali non è stata possibile fino ad oggi una conoscenza definita, come la filosofia, l’arte e la religione. Perché già solo il tentativo di approcciarsi a questi problemi insolubili aiuta a costruire un sistema di valori che arriva dall’interno e non dall’accettazione di una serie di risposte dogmatiche. Attraverso la gioia che traspare anche dal video di presentazione della manifestazione, attraverso i dialoghi con esperti del settori e tanti laboratori , ma soprattutto attraverso la condivisione, il Festival della Filosofia in Magna Grecia insegna in maniera giocosa, a tracciare i percorsi della propria vita, a convivere con i dubbi e le incertezze senza farsi paralizzare da essi; cosa che ci pare corrispondere una delle più alte funzioni che la filosofia possa avere.

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