Lavorare senza uno stipendio – Chi vive in Sicilia e ha un amico o un conoscente che lavora nei vari enti di formazione istituiti dalla regione nel corso degli anni, dovrebbe chiedergli da quanto tempo non riceve uno stipendio. La risposta è angosciante. Vi dirà, con ogni probabilità, da circa 24 mesi. Sono due anni senza ricevere un soldo. In molti casi continuano nel loro lavoro, anche se è stato ridimensionato con la riduzione dei corsi, ma non ricevono alcun compenso economico. Non solo. In questi mesi, nell’ambito della formazione, c’è stata soltanto una grande confusione. Un tira e molla frutto della mancanza di prospettiva politica da parte di chi amministra. Se in un periodo molti dipendenti della formazione hanno ricevuto una lettera di pre-licenziamento, in seguito questo pericolo è rientrato.

Serve una decisione definitiva – Vivono in una sorta di limbo. Non possono prendere decisioni per il loro futuro. Cercare un altro lavoro, infatti, vorrebbe dire rinunciare a questa opportunità ancora non tramontata che, nonostante tutto, garantisce un impiego a tempo indeterminato. E’ obbligatorio aspettare le decisioni del mondo della politica, ma da molti mesi tutto tace. Si fa finta di affrontare il problema e invece non si fa altro che rimandarlo. I mesi trascorrono, gli stipendi arretrati non arrivano e i corsi si riducono all’osso. I vari enti, però, non chiudono. Il governatore Rosario Crocetta dovrebbe assumersi le sue responsabilità e fare una scelta politica. Non è corretto lasciare in questa situazione centinaia di persone, che hanno una loro vita e non possono permettersi di lavorare senza una retribuzione.

Le colpe non sono soltanto di Crocetta – La pazienza, a quanto pare, è finita. Formatori, insieme a forestali e dipendenti dei Consorzi di bonifica, protestano di fronte ai palazzi istituzionali di Palermo. Fanno sentire la loro voce, il loro grido di dolore. Il presidente Crocetta li ha rassicurati e ha confermato che «sulla formazione a giorni arriveranno i primi mandati di pagamento», mentre per i forestali «mancano 25 milioni di euro, ma contiamo di utilizzare almeno dieci milioni dei fondi congelati alla Cria». La situazione è complicata e scaricare la colpa solo sull’ex sindaco di Gela sarebbe riduttivo. C’è una classe politica che ha gestito la Sicilia per decenni e ha contribuito ad arrivare a questo punto e poi ci sono i litigi nella maggioranza.

Crocetta prova a rasserenare il clima con i cuperliani – Continui battibecchi che non conducono a niente di buono e per questo motivo Crocetta ha voluto lanciare un segnale distensivo ai cuperliani dell’isola: «Indichino i loro assessori e si torni a lavorare insieme». Crocetta, anche se non lo nomina direttamente, fa riferimento al segretario del Partito Democratico Fausto Raciti, che nelle ultime settimane ha mostrato tutto il suo fastidio verso il governo regionale: «Mi aiutino invece di attaccarmi tutti giorni, indichino i loro assessori, non è colpa mia se i renziani sono maggioranza perché così ha scelto la base. Lavoriamo insieme, all’Ars ci sono tre riforme epocali: Formazione, Province e burocrazia. Approviamole. E poi mi aiutino nel dialogo con Roma». Con ogni probabilità questo disperato appello di Crocetta è destinato a cadere nel vuoto, a meno che sulla scelta dei nuovi assessori non ci sia un vero cambio rispetto al passato. A quel punto la corrente cuperliana potrebbe riavvicinarsi al presidente tanto criticato.

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