L’impegno della Fidapa di Taormina per diffondere la cultura della legalità è sempre stato costante e l’incontro del 5 ottobre all’Archivio storico ne è la conferma. Una giornata della legalità organizzata insieme a Libera e libera Terra all’insegna di un percorso di verità, di giustizia sociale e corresponsabilità per un’Italia contro le mafie e la corruzione. Libera è stata fondata nel 1995 da Don Luigi Ciotti con lo scopo di sollecitare la società civile nel contrasto alle mafie e nella promozione della legalità democratica e della giustizia. Attualmente a Libera aderiscono oltre 1600 associazioni, cooperative sociali, gruppi di base e circa 4.500 scuole che partecipano al progetto libera formazione, percorsi di educazione con tema la cittadinanza e il contrasto alle mafie.

Libera Terra nasce con l’obiettivo di valorizzare territori stupendi ma difficili, partendo dal recupero sociale e produttivo dei beni liberati dalle mafie. In 15 anni dall’approvazione della legge n. 109/96 oltre 6.500 beni immobili sono stati confiscati alla mafia e assegnati alle associazioni, cooperative, Comuni, Provincie e Regioni in grado di creare attività di promozione sociale e lavoro, tramite servizi. «Togliere il frutto dei loro crimini ai mafiosi e restituirlo alla collettività ha un valore enorme», dice Giuseppe Strazzulla, coordinatore provinciale di Catania di Libera. «Non solo perché colpisce la criminalità organizzata nei simboli del suo potere, ma anche perché quelle terre, quei palazzi, quelle case, quei villaggi turistici, quei poderi agricoli sono liberati, riportati alla legalità, rimessi nelle mani della società civile a cui erano stati sottratti con la violenza e con il crimine». Presente anche un rappresentante della prima cooperativa di Libera Terra su terreni delle province di Catania e Siracusa, intitolata al Commissario Beppe Montana, il commissario catanese ucciso da Cosa Nostra a Palermo nel 1985.

I giovani soci lavoratori, selezionati per bando pubblico curato dalle Prefetture di Catania e Siracusa in collaborazione con Libera, gestiscono 75 ettari sui comuni di Belpasso, Rammacca, Motta Sant’Anastasia e Lentini, con il supporto del Consorzio Etneo per la Legalità e lo Sviluppo. Terre e strutture appartenute alla famiglia dei Riela e a loro fiancheggiatori, provenienti da confische esecutive della fine degli anni novanta, per appezzamenti rimasti a lungo inutilizzati, ora ceduti in comodato d’uso dai suddetti comuni, che ne mantengano la proprietà. I terreni sono coltivati in regime biologico, secondo le rispettive vocazioni tradizionali: dall’agrumeto, all’uliveto, dall’ortiva al seminativo.

Prodotti come olio, conserve e farina sono commercializzati col marchio Libera Terra, nel segno della creazione di opportunità di lavoro regolare e di produzioni di qualità, espressioni della ricchezza produttiva del territorio. Intensa ed emozionante la testimonianza della sorella dell’appuntato assassinato brutalmente dalla mafia nell’agguato nella Circonvallazione di Palermo, Salvatore Raiti, mentre trasferiva insieme con altri due giovani colleghi il boss catanese Alfio Ferlito da Enna al carcere di Trapani. Quei giovani erano stati dimenticati e Giovanna Raiti questo non l’ha accettato, non l’ha permesso, da quando ha incontrato Libera, incessantemente, porta alla memoria pubblica quei volti e quelle storie che non possono e devono essere ignorati.

© Riproduzione Riservata

Commenti