Una fiducia per l’Europa – Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è stato sin troppo chiaro. L’imperativo categorico è dare risposte ai cittadini sul lavoro. Bisogna far presto. L’esecutivo, anche e soprattutto in vista del vertice europeo sul lavoro che si terrà a Milano, è pronto a porre la fiducia sul Jobs act e ottenere il via libera dal Senato nella giornata di mercoledì. E’ quasi certa l’intenzione del governo e a confermarla è stato il ministro Giuliano Poletti: «Abbiamo la necessità di un’approvazione rapida e certa». Occorre presentarsi alla riunione continentale sul tema del welfare con qualcosa di concreto tra le mani, per dimostrare al resto dell’Unione europea che l’Italia ha le idee ben chiare in questo campo. Ecco la strategia del premier che scontenterà le minoranze del suo partito, ma nello stesso tempo le obbliga, almeno per gli esponenti più moderati, a votare la fiducia. Sarà un banco di prova cruciale per Matteo Renzi, che per l’ennesima volta tasterà la tenuta della maggioranza.

La necessità di uscire dalla palude – Si prevedono, fino alla giornata di mercoledì, ore frenetiche. Il presidente del Consiglio incontrerà i ministri interessati alla riforma ed è convocato un Consiglio dei ministri che dovrebbe dare il via libera alla fiducia sul disegno di legge. In questo caso sarà interessante assistere alle reazioni delle minoranze, soprattutto quella che fa capo a Pippo Civati. Il politico lombardo aveva paventato una scissione o un voto contrario, se il governo avesse deciso di porre la fiducia su un tema così delicato. A quanto pare, anche per accelerare l’azione dell’esecutivo che da qualche settimana sembra impantanato in una zona paludosa, Renzi è convinto della soluzione più veloce. Neanche l’incontro con i sindacati, previsto per domani nella sala verde, dovrebbe fargli cambiare idea. Forse sarà un confronto di circostanza, a giochi fatti e i rappresentanti dei lavoratori potrebbero decidere di far saltare il faccia a faccia.

La fiducia fa saltare i piani della minoranza Pd – Staremo a vedere. Le conclusioni potrebbero essere imprevedibili. La fiducia non sembra la soluzione migliore neanche per la corrente bersaniana o cuperliana, che spera in un confronto parlamentare per riuscire a far approvare qualche suo emendamento con una maggioranza trasversale e provare a difendere quello che rimane dell’articolo 18. La fiducia, quindi, potrebbe far saltare i piani della minoranza che vorrebbe modificare il testo presentato dal ministro Poletti. Su questo punto il presidente della commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, è stato chiaro: «Mi auguro che il premier Renzi possa portare in Europa un testo condiviso sulla riforma del lavoro, ma un voto del Senato per il vertice Ue di mercoledì non mi sembra compatibile con i tempi di una normale discussione parlamentare. Tuttavia si può comunque tentare di farcela purché non si metta la fiducia per raggiungere l’obiettivo». A quanto pare inizia una nuova settimana di passione per il governo, che però non può continuare a rimanere in un limbo di indecisioni e continue discussioni.

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