A sinistra del Pd si torna in piazza – La presa di posizione di Matteo Renzi e della maggioranza del Partito Democratico sul lavoro, sull’articolo 18 e sulla necessità di modificare lo Statuto dei lavoratori, ha accelerato il confronto e la discussione nella parte politica che sta a sinistra del Pd. A smuovere le acque c’ha pensato Nichi Vendola. Il presidente della regione Puglia ed esponente di spicco di Sinistra Ecologia e Libertà ha organizzato una manifestazione dal titolo “Fate il lavoro, non fate la crisi”. Da Roma riparte il progetto politico della sinistra alternativa che è sempre stata organizzata in una formazione a parte rispetto ai democratici. Ieri pomeriggio, tra bandiere rosse e una discreta presenza di pubblico, la sinistra ha voluto mettere le cose in chiaro e dire che loro ci sono, nonostante tutto. Oltre la presenza dei vertici di Sel, rappresentati da Vendola e Fratoianni, c’erano anche alcuni esponenti della Lista Tsipras e il sindacalista della Fiom, Maurizio Landini.

Vendola e Civati sulla stessa lunghezza d’onda – Ciò che ha fatto rumore, però, è stato l’arrivo di Pippo Civati il quale, insieme al senatore democratico Corradino Mineo, ha partecipato alla manifestazione. Una presenza destinata a fare rumore, soprattutto dopo la decisione del politico lombardo di non votare il testo sulla riforma del lavoro, il Jobs act, nonostante l’ala cuperliana e bersaniana abbiano fatto dei passi avanti verso l’intesa con la maggioranza renziana. Civati, invece, non ci sta e attacca: «Fiducia sul Jobs act? Sarebbe un gesto che tradisce una debolezza straordinaria. Vorrebbe dire che Renzi non ha convinto nessuno» e poi sulla possibilità di una scissione dal Partito Democratico aggiunge: «Scissione? E’ Renzi che è un po’ scisso”. Vendola e Civati sono sulla stessa lunghezza d’onda e lanciano un qualcosa di alternativo all’ormai celebre “patto del Nazareno”: «Un patto degli apostoli che sia trasparente e democratico, capace di consolidarsi subito nelle battaglie parlamentari. Si tratta di un nuovo processo – ha spiegato Vendola – che metta insieme tutti coloro che vogliono difendere gli spazi della partecipazione e della democrazia».

Verso una sinistra alternativa – Parole che scaldano i partecipanti e suscitano una marea di applausi, ma dimenticano che nell’attuale Parlamento è impossibile realizzare un accordo del genere. Non ci sono i numeri. Forza Italia è forte della sua percentuale e lo stesso vale per il Movimento Cinque Stelle, che non è disponibile a nessuna sorta di dialogo. Bersani prima e Renzi dopo ne sanno qualcosa. Non è questo, dunque, il tema politico di una simile manifestazione. Non si vuole chiedere un’altra strada al patto del Nazareno, bensì si è voluto tastare sul campo la possibilità di creare una nuova, l’ennesima, formazione politica a sinistra. Una compagine in grado di includere i fedelissimi di Nichi Vendola che non l’hanno abbandonato neanche dopo le sue giravolte europee, quello che rimane della Lista Tsipras, il sindacalismo che si riconosce in Maurizio Landini (sempre più tentato dal fare politica e allungare la lista di quei sindacalisti che prolungano la loro carriera nei vari partiti) e una parte dei cosiddetti civatiani, che stanno sempre più a loro agio in una manifestazione come quella di ieri pomeriggio.

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