Quando il cinema trasmetteva qualcosa – Una società che non dedica tempo all’educazione dei più piccoli, non guarda al futuro. Questa frase di chiara matrice pedagogica è uno dei capisaldi delle nostre comunità. Un imperativo categorico che vacilla, ma nello stesso tempo, in molti ambienti, riesce a dare il meglio di se. Una volta il cinema era anche educazione. Si andava a vedere una pellicola che spesso e volentieri trasmetteva qualcosa. Si apprendevano informazioni e comportamenti per la vita quotidiana. Oggi, nell’epoca in cui le informazioni arrivano da più parti, è difficile per il cinema conservare anche la sua sfumatura educativa. Impossibile, perché in buona parte il grande schermo si è iper-commercializzato e quindi trasmette film che possono interessare, in primis, le masse. Nella maggior parte dei casi, purtroppo, sono pellicole di catastrofi naturali, ammazzatine sanguinose e horror senza una trama sensata.

Gandalf, un punto di riferimento – Nel bel mezzo di questa tragedia moderna, però, ci sono i fantasy. Che Dio li benedica! Da molte persone, in maniera superficiale, vengono considerate pellicole per i più piccoli. Invece si tratta di veri e propri capolavori dell’animazione e dei contenuti. Tratti, in alcuni casi, da opere letterarie, appassionano intere generazioni e diventano un punto di riferimento per ragazze e ragazzi che tendono a non avere alcun appiglio nella vita quotidiana. Diversi personaggi di questi film sono una sorta di lanterna che si muove nel buio della società dei nostri giorni. Forse è esagerato, ma considerando il peso che determinate figure riescono ad avere nel vissuto dei giovani, vuol dire che qualcosa riescono a trasmettere. Tutto ciò fa riflettere e viene in mente “Il signore degli anelli” e in particolar modo una figura che non esito a definire filosofica: Gandalf il grigio o il bianco. Nelle sue citazioni gli spunti sono molti e da non sottovalutare.

Le domande che conducono alla riflessione – Gli esempi non mancano e sono in grado di suscitare in chi li ascolta, certo non in tutti, delle riflessioni. Gandalf rivolto a Frodo ne “La compagnia dell’anello”: «Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere; possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso». Una citazione del genere, ad esempio, non potrebbe avviare una riflessione sul destino? Oppure nello “Hobbit”, film sempre legato al “Signore degli anelli”, c’è un dialogo tra Thorin e Gandalf: «Thorin – Dove eri andato se posso chiederlo? Gandalf – A guardare avanti Thorin – E cosa ti ha fatto tornare? Gandalf – Il guardare indietro». Da un botta e risposta come questo potrebbe emergere la ciclicità della vita. Un altro esempio di fantasy in grado di suscitare domande e riflessioni è la saga di Harry Potter e il personaggio di riferimento è Albus Silente. Il preside di Hogwarts si cimenta in pensieri sulla verità, «la verità è una cosa meravigliosa e terribile e per questo va trattata con grande cautela», fino a pensieri sul concetto di amicizia e sul saper ascoltare l’altro, «come spesso accade anche tra i migliori amici ognuno ritiene di avere da dire qualcosa di molto più importante dell’altro!». A quanto pare queste saghe e trilogie hanno seminato qualcosa e la speranza è vedere crescere i frutti di un simile e piacevole lavoro.

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