Le prime mosse di Alfano sui diritti civili – Nei caldi mesi estivi il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, tramite varie interviste rilasciate ai quotidiani italiani, iniziava a parlare dell’ipotesi di cancellare l’articolo 18. Una proposta in quel momento smentita dalla segreteria del Partito Democratico, che con vari esponenti di via del Nazareno aveva risposto con fermezza al leader del Nuovo Centro Destra. Con il trascorrere delle settimane, invece, il politico siciliano aveva avuto ragione. La sua ipotesi era già nell’agenda del governo. Forse non era il momento giusto per proporla sul tavolo del dibattito pubblico. Questo, con ogni probabilità, aveva fatto innervosire i vertici democratici. Mentre la riforma del mercato del lavoro dovrebbe essere approvata in Senato, secondo le previsioni del premier Renzi, entro l’otto ottobre, Angelino Alfano, con le stesse modalità adottate per il welfare, anticipa i tempi e ha iniziato a discutere su un altro tema che provocherà dei dibattiti infuocati nella classe politica italiana. Si tratta dei diritti civili.

I matrimoni gay e il caso di Bologna – Alfano, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Avvenire”, conferma le posizioni contrarie del Ncd sui matrimoni gay e sostiene come le trascrizioni realizzate da alcuni comuni italiani in questi mesi, non sono valide. Non hanno alcuna rilevanza giuridica: «Nessuna azione, nessuna attività, nessuna decisione, nessuna direttiva dei sindaci, in materia di stato civile, può prescindere dal quadro normativo vigente nel nostro Paese. Pertanto, il prefetto di Bologna ha eseguito correttamente la suo funzione e cioè il compito di garantire che l’operato del sindaco fosse in linea con le norme attuali». Il ministro dell’Interno si riferisce al caso di Bologna, dove il sindaco del Pd, Virginio Merola, ha istituito un albo per la trascrizione delle nozze gay contratte all’estero e non sembra intenzionato a indietreggiare di un millimetro, nonostante le parole del ministro e la precedente bocciatura sancita dal prefetto Ennio Mario Sodano. Il caso di Bologna, però, non è l’unico in Italia.

Lo scontro sul territorio tra Pd e Ncd e i rischi per il governo di larghe intese – Anche al comune di Udine il primo cittadino, Furio Honsell, ha dato il via libera per trascrivere nei registri di stato civile il matrimonio di due persone dello stesso sesso e contratto all’estero. Il sindaco friulano rappresenta una maggioranza di centrosinistra, proprio come a Firenze dove con una mozione presentata da Sel e approvata in commissione a Palazzo Vecchio, si invita il sindaco a poter trascrivere sul registro del comune i matrimoni contratti all’estero da fiorentini. Bologna, Udine e Firenze sono tre città gestite dal centrosinistra e in particolare dal Partito Democratico, che hanno messo in luce, sul territorio, un primo scontro politico che potrebbe verificarsi nel palazzi della politica romana nei prossimi mesi. Quando si dovrà approvare il disegno di legge sui diritti civili, infatti, il Nuovo Centro Destra e il Partito Democratico, già divisi in varie parti d’Italia sul tema, rischieranno di mettere in discussione la loro alleanza e così, anche in questo caso, potrebbe rientrare in gioco Forza Italia che con Francesca Pascale si sta spendendo per i diritti delle persone dello stesso sesso.

[In foto il senatore Lo Giudice (a destra) con il marito e il figlio]

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