La crisi sociale che sta cambiando la Francia – La Francia sta vivendo un periodo di grande agitazione sociale. Ogni giorno, nelle diverse città della nazione, scendono in piazza cittadini appartenenti a diverse categorie lavorative per manifestare il loro dissenso dalle politiche socialiste del presidente Hollande. Le elezioni europee hanno inflitto una durissima sconfitta alla sinistra transalpina e anche nel rinnovo del Senato non sono arrivate buone notizie per i progressisti, che sono stati scalzati dalla destra repubblicana e hanno dovuto assistere al primo storico ingresso di due senatori del Front National di Marine Le Pen nel palazzo istituzionale. Se non dovesse essere attuata una politica di crescita e occupazione, la situazione potrebbe degenerare e ad approfittarne sarebbe l’estrema destra. Per questo, nella giornata di ieri, il governo di Parigi ha annunciato, con toni passionali, di non voler rispettare per il secondo anno consecutivo i limiti imposti dall’austerity europea: «Nessun ulteriore sforzo sarà richiesto alla Francia, perché il governo, assumendosi la responsabilità di bilancio di rimettere sulla giusta strada il Paese, respinge l’austerità».

Le divisioni dell’Ump e il ritorno di Sarkozy – E’ muro contro muro in Francia. Si chiede crescita per sedare gli animi e non far precipitare la situazione. Intanto la destra repubblicana e istituzionale si riorganizza. Dopo le lacerazioni interne, in seguito alla sconfitta di Nicolas Sarkozy alle ultime presidenziali, l’ex presidente ha deciso di rimettersi in gioco e qualche giorno fa su facebook ha spiazzato amici e nemici politici: «Sono candidato per la presidenza della mia famiglia politica. La priorità è quella di trasformare l’Ump, di ribaltarlo radicalmente». Il compagno di Carla Bruni è di nuovo in campo e dopo il matrimonio non troppo fortunato con i francesi, ci riprova. Il suo partito, anche se ha diversi scontri interni e varie correnti che l’hanno ridimensionato, è in timida ripresa. Forse il merito è dei socialisti e del loro modo di governare e non certo dell’Ump che sembra una formazione politica immobile e incapace di assumersi la responsabilità di guidare del Paese. Manca una grande personalità e così non c’è soltanto Sarkozy a volersi rimettere in gioco.

Chirac, lo scontro con Sarkozy e l’appoggio a Juppé – L’ex presidente Jacques Chirac, ancora molto amato tra il popolo, ha detto la sua nella corsa alla presidenza dell’Ump e ha indicato in Alain Juppé l’uomo giusto per guidare il partito e la nazione. In vista delle primarie di fine novembre, Chirac è convinto che il suo amico possa riuscire nell’impresa e ha detto che «se avesse le forze, lo aiuterebbe in questa battaglia». Di certo l’endorsement è già un grande aiuto per Juppé, che dovrà sfidare proprio Sarkozy. Il collega di partito che Chirac non vede di buon occhio, per usare un eufemismo. Considerando l’influenza di Chirac tra l’elettorato di centrodestra francese, Sarkozy non può permettersi di continuare in questa sorta di ostilità e così sta cercando di lavorare a una sorta di incontro di riconciliazione con l’ex presidente. Un confronto che potrebbe avvenire, ma non dovrebbe cambiare lo stato delle cose. Chirac ha scelto Juppé e non è una sorpresa, perché come ha rivelato François Fillon, ex Primo ministro, «Jacques Chirac ha sempre considerato Alain Juppé come suo figlio, tra i due c’è un rapporto particolare». A   quanto pare la strada, per la destra di Francia, sembra segnata.

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