Juve verde di rabbia – Il verde è il colore della speranza, ma non per la Juventus che subisce la prima sconfitta stagionale contro i vice campioni d’Europa dell’Atletico Madrid. Una partita tattica, dove i bianconeri concedono e fanno del possesso palla una loro caratteristica in grado di far indispettire il pubblico del Calderon. Anche gli uomini di Simeone, dopo la partita persa contro i greci dell’Olympiacos, sono accorti e hanno paura a esporsi troppo. Un altro ko, del resto, sarebbe stato fatale. Così le due formazioni si studiano e non affondano quasi mai il colpo, fin quando nella ripresa è un tocco del turco Arda Turan, lasciato libero da Lichtsteiner, a ingannare Buffon e a interrompere l’imbattibilità del capitano della Juventus. Un gol che spezza le gambe ai campioni d’Italia, perché arriva in un momento chiave del match. Giunge durante i minuti in cui la Juve stava controllando la partita e pregustava un punto che l’avrebbe portata in testa al mini girone del torneo europeo.

Una sfortuna che cresce nel corso degli anni – Nulla di fatto. Forse la squadra piemontese sarebbe riuscita a strappare un pareggio su un campo così ostico se avesse disputato un incontro di campionato, ma in Champions League la storia cambia. Gli uomini di Massimiliano Allegri hanno una vera e propria maledizione in questa competizione. Qualcosa che è cresciuto nel corso degli anni, quando le vecchie squadre di Marcello Lippi perdevano le finali. Da quel momento in poi, qualcosa è cambiato per la Juventus in Champions League. L’ultima gioia è stata la vittoria in finale contro l’Ajax nel lontano 1996. Dopo sono arrivate soltanto delusioni, spesso accompagnate da una sfortuna che di solito non ha mai fatto parte della storia della Juventus. Eppure in Champions League è così. Una volta c’è il Galatasaray e un campo impraticabile, poi il Copenhagen contro cui non si riesce a segnare e gli esempi potrebbero continuare.

Un incantesimo come quello ai danni della Perla Nera – Non è soltanto differenza tra il calcio italiano e quello europeo. Una dicotomia che in questi anni è aumentata per la crisi del mondo del pallone nostrano, ma un’ottima squadra come la Juventus, in Europa, è frenata da qualcos’altro. Sotto questo punto di vista ricorda il film della saga “I pirati dei Caraibi” e in particolar modo il primo capitolo intitolato “La maledizione della prima luna”. La Juventus sembra la ciurma della Perla Nera e il suo capitano, che sono condannati a non sentire più emozioni e sensazioni, a patire fame e sete eterna. Solo se li si vede attraverso i raggi della luna, come capiterà alla bella Elizabeth Swann, rivelano il loro aspetto di cadaveri viventi. Capitan Barbossa e i suoi uomini sono perseguitati da una maledizione da quando si sono impossessati degli 882 pezzi del “tesoro azteco” appartenente a Hernan Cortes. Ecco, anche sulla Juventus è caduta una sorta di maledizione che si mostra nelle notti stellate di Champions League e al momento nessuno è riuscito a spezzare l’incantesimo.

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