E perché no? Magari avvicinandoci in punta di piedi, non esagerando, non comportandoci da spregiudicati, ma il marketing letterario può essere un modo di veicolare la letteratura, suscitare interesse verso la lettura e aprire uno spiraglio nuovo nel mondo del lavoro. Elisabetta, diplomata all’istituto statale d’arte di Bologna, ci ha creduto e del suo amore per i gioielli e la lettura ne ha creato un buon business. Piccoli capolavori dal valore affettivo immenso: cammei, vecchi orologi, collane d’argento con applicato sopra il tuo libro preferito, mini libri da indossare, da portare sempre con sé. Deodoranti letterari sono quelli creati dall’agenzia Voskhod su commissione della catena di librerie “100 tysyach knig” (Centomila libri), per la campagna pubblicitaria Knigi-osvezhitely che ha vinto un Leone d’oro al Festival di Cannes nel 2011 e che ha visto stampare opere letterarie direttamente sulle confezioni dei deodoranti.

Deodoranti che sono stati distribuiti nei centri commerciali, nelle multi sale, nei ristoranti e nei bar e che grazie a questa trovata originale, ha aumentato del ventitré per cento il numero dei clienti delle librerie “100 tysyach knig”. Ritratti di scrittori associati a maglie da football, occhiali da sole, a proprietà immobiliari di lusso e a ditte di materiali da costruzione – a farvi ricorso sono anche colossi dell’industria quali Nescafé, Coca-Cola e Mars. Così è stato per il ritratto di Aleksandr Sergeyevich Pushkin, il più famoso poeta russo, stampato sulle confezioni del caffè voluto dal direttore generale del BrandHouse Group, che così facendo ha colpito i mercati esteri, assicurando che il prodotto reclamizzato evocasse un certo fascino, le tradizioni e la particolare natura del misterioso animo russo. E dopo il caffè anche la più nota marca di birra russa, Baltika, ha lanciato una campagna pubblicitaria ideata dall’agenzia Leo Burnett Moscow e incentrata sui versi del poeta Mikhail Lermontov, secondo solo a Pushkin.

Per rammentare ai consumatori delle radici e del retaggio culturale che li univano al marchio, ha deciso di sfruttare alcuni estratti delle opere del famoso poeta russo e stando ai dati gli introiti della Baltika aumentarono del tredici per cento. D’altronde esiste migliore testimonial dello scrittore in carne e ossa? Il caso più noto di scrittore-pubblicitario è stato Gabriele D’Annunzio: creatore di slogan per l’Amaro Montenegro, l’Amaretto di Saronno, per Saiwa, e persino testimonial ufficiale del grande magazzino La Rinascente cui sembra abbia assegnato il nome. Sono tantissimi gli autori che hanno lavorato in quest’ambito o che si sono fatti influenzare da questo fenomeno dirompente. Possiamo ricordare anche Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Elio Vittorini. Per fare solo due esempi più vicini a noi, Gabriel Garcia Marquez ha lavorato per molti anni come copywriter per l’agenzia pubblicitaria J. Walter Thompson, prima di diventare scrittore, e Paolo Coelho ha scritto e recitato uno spot ormai noto per Hewlett-Packard.

Esempio attuale Nunzio Russo, autore di “La Voce del maestrale”, pronipote dei mastri pastai siciliani, diventato voce ufficiale in tutta l’Italia con Agnese Bordoni, instancabile promotrice della pasta con germe di soia, dell’Aliveris, industria alimentare Filiberto Bianconi S.p.a. che ha sede in Umbria. E testimonial di “Taormina d’inverno”, titolo della sua opera prima, in maniera del tutto gratuita, è disposto a diventarlo Antonello Carbone, giornalista, scrittore, che Taormina la ama e la ama proprio d’inverno quando i colori e i sapori sono intensi e inequivocabili e la sua bellezza senza tempo non è contaminata dal bailamme estivo.

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