La nuova diva della sinistra – Era sufficiente essere presenti alla festa dell’Unità di Bologna per rendersi conto della popolarità del giovane ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. Una vera e propria diva. Tra selfie, autografi e militanti innamorati, il ministro ha mostrato in quell’occasione la sua definitiva consacrazione sul palcoscenico della politica italiana. La fiducia che Matteo Renzi ha riposto verso di lei, al momento, è stata ben ripagata. Ha svolto un ruolo chiave nelle lunghe ed estenuanti trattative per la riforma del Senato e del Titolo V. Ha mostrato capacità di sintesi, di dialogo e di intelligenza politica. Il merito, per aver ottenuto il primo via libera della riforma da Palazzo Madama, è anche suo. Nel popolo del centrosinistra italiano è diventata un’eroina. Simbolo della nuova sinistra portata alla ribalta dal presidente del Consiglio.

L’importanza di non fallire come ministro – Maria Elena Boschi non sale sul palco con Renzi, quando incontra Manuel Valls e Pedro Sanchez, ma in questi mesi ha iniziato a rendere più corposo il proprio curriculum. In attesa di un futuro che la vedrà protagonista in prima persona, la Boschi ha fatto breccia tra il suo popolo e non solo. Incarna quello che Renzi vorrebbe diffondere a macchia d’olio in tutto il tessuto sociale italiano. Giovane e competente con incarichi di primo piano. La Boschi lavora al fianco del premier e chissà se un giorno potrà sostituirlo nel suo ruolo. Una cosa è certa. La ragazza nata a Montevarchi ha le carte in regola per rappresentare, in un futuro ancora non ben definito, il cosiddetto renzismo e le sue evoluzioni. Prospettive troppo lontane. Adesso occorre concentrarsi sull’azione di governo e provare a realizzare quello che si è promesso, altrimenti il futuro potrebbe non essere così roseo.

Lo scontro con la minoranza – Per fare ciò, però, è necessario un confronto con la minoranza del Partito Democratico. I battibecchi con Rosy Bindi sono ormai noti. L’ex ministro l’ha accusata di essere bella e non capace. Parole dure, che quasi sembrano provenire da un altro schieramento politico. Invece no. Si tratta di fuoco amico e, ancora una volta, può essere questo a distruggere quella novità che ogni tanto anche la sinistra italiana dimostra di possedere. I nodi stanno per venire al pettine. La riforma del lavoro potrebbe essere il terreno di scontro in cui le due sinistre si confronteranno e una dovrà subire una sconfitta in grado di metterla da parte, forse per sempre. La Boschi, in un confronto del genere, è pronta a dire la sua. Le frecciatine di ieri sera a Massimo D’Alema e alla minoranza Pd, inviate dal programma tv Ballarò, ne sono un esempio. Non è un semplice ministro che verrà dimenticato dopo la conclusione della legislatura. E’ una personalità destinata ad avere un ruolo centrale nel suo partito.

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