Taormina e i mesi estivi – Un’altra stagione estiva è volta al termine. L’autunno, anche se ancora è timido, inizia a mostrarsi. La città di Taormina, però, a differenza di altri luoghi in giro per il mondo, ha la fortuna di veder prolungato il periodo caratterizzato da sole e caldo. Settembre, da queste parti, è il mese delle spose che colorano di bianco il corso e dei turisti che in pantaloncini e magliette a maniche corte vanno a cenare nei vari ristoranti. Li riconosci subito dall’abbigliamento prima che dalla lingua, perché gli italiani di sera hanno già un giubbotto o qualche cardigan. Durante il giorno, però, fa caldo e non è utopia poter trascorrere una bella giornata di mare. Una delle bellezze della perla della Jonio è proprio questa: qui l’estate tarda ad andare via, quasi non volesse abbandonare un luogo così bello e suggestivo. A Taormina i mesi estivi sono quelli più movimentati e non solo per il mare e i vari lidi lungo la costa. Le iniziative culturali sono numerose. Tra turisti stranieri e personalità intellettuali e istituzionali, la città in provincia di Messina è attraversata da molte novità.

Se le novità scivolano via – Però, e qui sta il vero problema, con l’arrivo dell’autunno e dei suoi bei colori non solo vanno via i turisti e i viaggiatori, ma anche le parole e le riflessioni di queste grandi personalità internazionali. E’ come se queste idee camminassero sul corso, per poi salire su una macchina e andare via. Le noti, le ascolti, ma non riesci ad assorbirle e inserirle nel tessuto sociale del luogo. E’ una sorta di maledizione. Nicola Piovani e Luis Sepulveda, per fare due illustri esempi, sono personaggi straordinari. Hanno parlato di loro, dei loro libri e hanno trasmesso al pubblico grandi sensazioni. E dopo? Tutto riprende come prima. Lo stesso vale per i semplici turisti che da sempre caratterizzano Taormina. Provenendo da un’altra cultura hanno una visione della realtà differente, ma questo aspetto non intacca l’abitante del luogo che si fa scivolare addosso tutte le novità. Da Taormina passa il mondo con le sue innovazioni, si ferma a un bar per prendersi una granita, però, a parte qualche foto, non rimane niente.

L’indifferenza di fronte al mondo – Che sia lo scrittore cileno Sepulveda o l’impiegato di un’azienda di Monaco di Baviera, per il cittadino comune non fa differenza. Non si lascia attraversare dalle novità, dalla diversità. Non apprende, non conserva, ma dimentica o peggio è indifferente. Eppure gli stimoli ci sono. E’ come se ci fosse uno specchio che separa i cosiddetti forestieri da tutto il resto. Ogni cosa scivola sul vetro, passa quasi inosservata. Il panta rei attribuito alla speculazione filosofica di Eraclito, qui ha subito una sorta di degenerazione. Tutto scorre, ma con eccessiva facilità e velocità. Non si assorbe, non si impara e così Taormina non è una brava alunna. Non è una di quelle indisciplinate, anzi. E’ una di quelle indifferenti. Potrebbe essere una città in cui si incontrano esperienze provenienti da tutto il mondo. Si confrontano visioni differenti, si mischiano tra loro. Non solo in convegni, ma soprattutto tra la gente comune. Invece il turista rimane un ente a se stante, quasi un soprammobile e l’indifferenza regna sovrana.

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[Piazza Duomo – Foto di Andrea Jakomin / (CC) Blogtaormina, 2014]

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