Il parco giochi del campionato – L’inizio di questo campionato aveva visto il Cagliari di Zdenek Zeman sotto tono. I sardi sembravano lontani dalla forma fisica migliore e con grosse lacune in vari reparti del campo, invece a Milano l’allenatore boemo ha sorpreso tutti. Di nuovo. L’ha fatto alla sua maniera. Con un risultato roboante (4-1) contro una delle formazioni che fino a questo momento era apparsa una delle più solide. L’Inter di Mazzarri aveva una delle migliori difese della serie A, prima di impattare contro l’uragano Cagliari. Qualcosa di imprevisto, perché fuori stagione. Eppure ci si chiedeva, da qualche settimana, che fine avesse fatto il gioco di Zeman. Quel modo di scendere in campo unico e spregiudicato. Una filosofia che non conosce la regola del giusto mezzo. O grandi vittorie o grandi sconfitte. I successi striminziti o i pareggi senza reti non fanno parte del curriculum del boemo. Ieri pomeriggio i sostenitori interisti, quando erano entrati allo stadio, pensavano di aver pagato un biglietto per una partita di calcio, invece, a loro insaputa, erano entrati nel parco giochi del campionato.

L’utopia di Zeman – Zemanlandia, finalmente, ha riaperto al pubblico. Troppa nostalgia per uno dei luoghi simbolo del calcio italiano. Nell’era delle tattiche, dei conteggi e nel Paese in cui si vince il campionato se hai la difesa migliore, ecco che l’ex allenatore della Roma diventa una sorta di Don Chisciotte. Un utopista che combatte contro lo status quo. Non può non suscitare simpatia, anche se i suoi pensieri, a volte, potrebbero dare fastidio. Zemanlandia è così. O la ami o la odi. Non c’è una misura, una risposta a meta strada. Il gioco per eccellenza di questo parco divertimenti è dovuto alla condizione fisica dei calciatori. Hanno un qualcosa in più degli avversari. Li superano con facilità e sono in grado di arrivare per primi sul pallone. E’ chiaro che in un contesto del genere, un ragazzo come Ibarbo può apparire una sorta di fenomeno. La celebrità di Zemanlandia. Ha tutte le caratteristiche per emergere e diventare devastante. Un incubo per le difese avversarie.

Lo spettacolo è appena iniziato – Però, un’altra caratteristica di Zemanlandia, è scoprire giovani talenti. Giocatori che fino a qualche mese fa erano nella lista dell’anonimato del campionato, nel parco gestito dall’allenatore boemo diventano protagonisti. E’ il caso di Albin Ekdal, che nella sua carriera non immaginava di siglare una tripletta in casa dell’Inter. I neroazzurri, complice l’espulsione per doppia ammonizione del nipponico Nagatomo, sono stati ridicolizzati. Pensavano, dopo l’inizio di stagione, di aver acquisito alcune certezze. Invece si è rivista la squadra dell’anno scorso. Credevano che Zemanlandia avesse chiuso i battenti. Non è così e nel periodo della profonda crisi del calcio italiano, è una buona notizia. In un’età di depressione per il pallone nostrano, è fondamentale continuare a divertirsi. Alcuni si erano illusi che la tappa milanese fosse l’ultima apparizione di Zemanladia. Il sipario, invece, non si è calato. Si è alzato. Lo spettacolo è appena iniziato. Venghino signori, venghino!

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