Tevez, il tutto fare della squadra – L’Atalanta c’ha provato. Non si è chiusa come le altre avversarie che fino a questo momento hanno sfidato la Juventus. I bergamaschi hanno giocato con una buona intensità la prima mezz’ora di gara, ma i bianconeri hanno retto l’onda d’urto e con il trascorrere dei minuti sono venuti fuori. La solita solidità difensiva e la classe negli altri reparti hanno permesso ai campioni d’Italia di vincere su un campo molto difficile. L’esito dell’incontro è stato 3-0, una punizione eccessiva per gli uomini di Colantuono che hanno fatto una gran bella figura. A rompere l’equilibrio, però, è stato Carlos Tevez. Sempre lui. Riesce a segnare con maggiore frequenza rispetto l’anno scorso. Ci può stare, ma ciò che impressiona è dovuto al fatto che il fuoriclasse argentino non si risparmia nelle altre zone del campo. Corre, pressa e in queste partite in cui è mancato Andrea Pirlo, in alcuni momenti ha svolto il ruolo di regista. E’ sempre presente e solo il commissario tecnico dell’Argentina non si rende conto della sua bravura, seconda soltanto a Messi.

Buone notizie da ogni reparto – Tevez mette a segno una doppietta, ma l’uomo silenzioso si chiama Llorente. Lo spagnolo fa un gran lavoro sporco per i suoi compagni. Si sacrifica, fa sponde, recupera palloni, è una sorta di torre moderna. Gli manca il gol, ma arriverà. I tifosi juventini, e non solo loro, hanno capito la sua importanza nei meccanismi di squadra. Qualche parola, questa volta, va spesa anche per capitan Buffon. Prosegue la sua imbattibilità grazie a un rigore parato a Denis. Il numero uno è in un ottimo stato di forma. Il reparto arretrato della Juventus sembra solido e sono lontane le critiche a un ragazzo come Ogbonna, che fuori ruolo sta facendo una gran bella figura. Il terzo gol, invece, lo sigla Alvaro Morata. L’ex campioncino del Real Madrid realizza la sua prima rete ufficiale con la maglia bianconera. A servirgli il pallone è stato Pereyra con un tocco da campione. Un’altra nota positiva per la formazione piemontese si chiama Patrice Evra. Il francese sta crescendo a vista d’occhio. Copre con precisione e attacca con la classe dei suoi cross.

Allegri, tra il tutto scorre di Eraclito e il desiderio di andare oltre la linea di Junger – In poche parole, c’è da stare allegri per il nuovo allenatore della Juventus. L’ex tecnico rossonero è riuscito a imporsi con un’ottima personalità all’interno di uno spogliatoio che aveva un grande leader, Antonio Conte. Sostituirlo, dopo tre campionati vinti, non è da tutti. Massimiliano Allegri sembra all’altezza. Le prese in giro degli altri tifosi in quel pomeriggio in cui Conte aveva deciso di fare un passo indietro, sono un lontano ricordo. Come sono distanti le perplessità del popolo juventino sull’ex allenatore del Cagliari. Allegri, partita dopo partita, si sta ritagliando uno spazio importante. Lo sta facendo con un’imperturbabilità da fuoriclasse della panchina. Il panta rei, il tutto scorre attribuito dalla tradizione al filosofo Eraclito, si associa bene all’atteggiamento di Allegri. La classe di Tevez, la vittoria a Milano contro la sua ex squadra, il primo successo in Champions League e il non aver ancora subito reti, non scalfiscono il tecnico della Juventus che guarda oltre la linea, come l’uomo descritto da Ernst Junger.

© Riproduzione Riservata

Commenti