Gorbaciov cambia idea – La storia non smette mai di sorprendere e spiazzare i suoi principali protagonisti, gli esseri umani. Anche se spesso e volentieri sono proprio questi, con i loro repentini cambi di opinione, a mischiare le carte e rendere la situazione molto ingarbugliata. Una cosa è certa: è impossibile annoiarsi. L’ultimo, in ordine cronologico, a rinnegare il proprio passato e il processo riformista che l’ha contraddistinto è stato Mikhail Gorbaciov. L’ex presidente dell’Unione sovietica è intervenuto alla Radio delle notizie russe e ha lanciato una frecciata agli Stati Uniti: «Il virus principale non è l’Ebola ma gli Usa e le ambizioni della sua leadership. Non è neppure dialogo politico, è parlare male. Vogliono ferire e provocare ma la cosa principale è che si fa perché i contrasti in Europa continuino. Perché gli Usa ambiscono ad avere il monopolio. L’Ucraina e altre cose sono solo pretesti».

La questione ucraina nelle parole dell’ex presidente – Infine Gorbaciov ha difeso l’attuale governo russo e il Presidente Putin: «Non dobbiamo perdere la testa e il buon senso. Siamo una nazione forte, abbiamo cose che ci sostengono e abbiamo qualcosa da dire». Dichiarazioni che spiazzano e fanno sembrare ancora più lontani gli anni della perestrojka e delle riforme per aprire l’Urss al resto del mondo democratico. L’ex nemico storico nella Guerra fredda, ormai, non è più quello guidato dalla famiglia Bush o da altri repubblicani che dovrebbero essere molto distanti dalle posizioni di Gorbaciov. E’ il Paese di Barack Obama, che prima di dichiarare guerra a qualche nazione ci pensa, almeno, dieci volte. Eppure Gorbaciov non risparmia parole pesanti nei confronti dell’inquilino della Casa Bianca. Come se si trattasse di un Nixon qualunque. Forse, però, le parole al veleno del premio Nobel per la Pace sono dettate dall’astio maturato per la vicenda in Ucraina.

Perestrojka vuol dire, anche, conversione – Anche Gorbaciov attratto dai progetti di espansione di Vladimir Putin? Forse, eppure quella manifestazione di qualche giorno fa a Mosca contro la politica adottata dall’ex agente del Kgb aveva fatto pensare alla nascita di una sorta di riformismo che avrebbe potuto trovare nel pensiero di Gorbaciov un punto di riferimento. Niente di tutto ciò avverrà, anche se in primavera l’ex presidente sembrava lontano da Putin. Soprattutto quando alcuni esponenti di Russia Unita, partito del nuovo zar di Russia, avevano presentato richiesta alla procura generale per avviare un’indagine contro Mikhail Gorbaciov, ultimo segretario generale del Partito Comunista dell’Unione sovietica. Era stato considerato un nemico della patria. Uno schiaffo morale al premio Nobel e all’Occidente che gli aveva conferito il premio. Si pensava fossero distanti, Gorbacev e Putin. Invece l’anziano politico russo ha riscoperto il sapore della disciplina comunista. Quella che proprio lui aveva contribuito a mettere da parte. Oggi, con Putin, riemerge quel modo di pensare con le sembianze di un progetto che punta a creare una sorta di via di mezzo tra Urss e impero zarista. Per Gorbaciov è un’altra perestrojka, perché come ricordava Giovanni Paolo II, tra i tanti significati, possiede anche quello di conversione.

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